incendio nell'ex manicomio di colorno.

Amo Colorno: "Troppi ruderi per un paese importante come il nostro..".

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

L'ex manicomio di Colorno, chiuso nel 1979 a seguito della legge Basaglia, continua a riversare nella più totale decadenza. Luogo abbandonato e agghiacciante testimonianza di sofferenza e isolamento è ormai conosciuto ai colornesi e ai tanti turisti del paese di Maria Luigia come una struttura tetra, buia, polverosa, dalle mura crollate e dalle stanze piene di cartelle cliniche, vecchi presidi sanitari e vecchio abbigliamento. Dalle stanze piene di ragnatele e topi. Una struttura immensa (22.000 mq di "cemento", ad esclusione dell'ampia area di incolta vegetazione) che nel tempo ha subito diversi crolli del tetto e che tutt'oggi perde di tanto in tanto parti di intonaco e calcinacci. L'umidità è uno dei fattori scatenanti che la stanno facendo marcire rendendola ogni giorno di più una struttura irrecuperabile. I proprietari dell'area ossia l'Ausl e l'ospedale maggiore, non sembrano purtroppo in grado di fare molto per ridarle nuova vita e nemmeno sembra riescano a tenerla davvero in sicurezza. Mesi fa dei giovanissimi entrarono ai piani superiori del padiglione che affaccia su via Roma, dove il pavimento era pericolante così come il soffitto, e si divertirono a lanciare in strada pezzi di calcinacci. Nel pomeriggio di natale qualcuno, sembra sia entrato all'interno dell'ex ospedale psichiatrico, riuscendo addirittura ad accendere un fuoco che ha iniziato ad espandersi in un'intera stanza. Solo la prontezza di una guardia giurata, delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco, è riuscito ad evitare che l'incendio si estendesse a più parti dello stabile. Ogni giorno si verificano intrusioni nell'area che dovrebbe essere totalmente inaccessibile. L'area è davvero immensa e vi si può accedere indisturbati da tantissimi punti, come dal parco della reggia di Colorno. Bisognerebbe davvero iniziare a riflettere sul come poterla riqualificare oppure qualora fosse impossibile vista la sua stabilità in quotidiano peggioramento ad abbatterla. Per primi vorremmo che la struttura diventasse importante per Colorno e per primi ci teniamo a vederla rifiorire, ma a volte bisogna essere obbiettivi e determinati per tutelare i cittadini e il buon nome turistico di Colorno. A ridosso di "Parma 2020", con Colorno che avrà di sicuro il suo ruolo chiave nella riuscita dell'iniziativa, non è possibile avere ancora così tante strutture decadenti ed abbandonate. Il riferimento è ad esempio alla torre delle acque, all'ex casa partigiana di via Filippina e a diverse delle nostre chiese. Alla Venaria, attualmente in uso, ma dalla facciata esterna indecente. Si inizi a pensare in grande, perché Colorno grande lo è da sempre e la storia lo insegna. Il gruppo Amo Colorno

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