parma. aimi (fi): “ nigeriano condannato per violenza sessuale, dopo la "mite" condanna, rimandiamolo da dove è venuto”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

“Impressionante il numero delle condanne subite da nigeriani in Italia per violenza sessuale, anche su minori. Il caso di Parma è poi emblematico per la mitezza della pena inflitta. A casa loro, certi reati, sono puniti con la pena capitale, e si ha la netta impressione che troppi stranieri considerino il nostro Paese solo un "altrove" in cui tutto è concesso. D'altra parte, passare dalla Sharia, la legge islamica, applicata in 12 regioni del Nord Nigeria, che prevede ad esempio lapidazioni per l'adulterio e l'omosessualità, la pena di morte per la conversione dall'islam al cristianesimo o per la semplice truffa, al nostro ordinamento, basato su principi di civiltà giuridica, crea un cortocircuito che rende l'Italia molto vulnerabile e molti stranieri particolarmente violenti e spavaldi. La cosa che auspichiamo è che questo ospite poco gradito, una volta scontata la pena, venga rispedito da dove è venuto”. Enrico Aimi, senatore e commissario provinciale FI Parma
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