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Luca Carra, amministratore delegato del Parma

Luca Carra, amministratore delegato del Parma

Il retroscena del mancato arrivo di Palmieri, in attesa del colpo di scena del Parma

Alla fine ha prevalso la linea dura del Sassuolo. L'ex responsabile del settore giovanile è rimasto bloccato da Squinzi e Carnevali

Otto giorni dopo, il Parma è ancora come lo aveva lasciato Marco Ferrari dopo il ribaltone. "Decapitato" senza la figura di un direttore sportivo che sappia prendere la situazione in mano e controllare la parte tecnica. Una situazione che irrita i tifosi e che non riesce a sbrogliarsi, con la proprietà che continua a sondare piste che poi alla fine risultano impraticabili (Delio Rossi e Francesco Palmieri). Sembra che ci sia della confusione, ma dietro il silenzio tombale dei sette soci e dell'amministratore delegato Luca Carra, si muove qualcosa. Da Collecchio non trapela nulla e si lavora in maniera tacita e frenetica. Evidentemente dopo un ribaltone del genere ci si aspettava una soluzione, magari non immediata (Marco Ferrari lo aveva detto in conferenza) ma dopo otto giorni non avere un diesse è abbastanza curioso. Perché se decidi di lavorare in un certo modo scegliendo la linea dura (giustificata 'dall'incompetenza' della vecchia gestione che non portava miglioramenti) devi avere un piano alternativo. In realtà i sette soci avevano trovato la figura adatta a loro: Francesco Palmieri, un dirigente di polso, in gamba, nonostante non abbia esperienza con le prime squadre. Molto stimato.  Al punto che Squinzi e Carnevali, con il Sassuolo deciso e schierato, non lo hanno voluto liberare. Perché da quelle parti gira voce che abbia costruito un grande impero. Undici squadre, una trentina di persone a disposizione che lavorano per lui e i suoi ragazzi, convitti per ospitare i giovani e una coordinazione impeccabile. Come quando era a Parma, quando aveva messo su tutto cercando di valorizzare quei giovani che il fallimento gli ha inevitabilmente portato via.

Questo era piaciuto a Barilla e soci che durante la ricostruzione lo hanno richiamato per gestire ancora la situazione ma Nevio Scala aveva già fatto tutto sbarrandogli la strada. Il suo nome è tornato in auge quando Minotti e Galassi sono stati silurati dalla proprietà. IMG_8602-2-2 Alla notizia, Palmieri ha parlato con la sua società con la quale ha un tacito accordo da due mesi che gli garantisce il rinnovo di tre anni. Niente da fare. La disponibilità di Squinzi e compagni non c'era e probabilmente non c'è mai stata fino in fondo perché Palmieri ha provato fino alla fine a liberarsi ma senza riuscirci. Il Parma le ha provate tutte: già sabato le cose erano complicate: ma i dirigenti crociati vedevano comunque una via di fuga. Lunedì ai proprietari è stata ribadita la linea dura del Sassuolo: ma Ferrari e compagnia erano convinti che comunque prima o poi lo avessero liberato. Ma niente anche qua. Martedì ultimo incontro per ribadirgli il progetto. Palmieri ha chiesto al Sassuolo di liberarsi per andare a Parma. Zero, a metà stagione non lo hanno lasciato andare via. E il Parma si trova adesso senza un direttore sportivo e senza una guida tecnica che segua la squadra. Sabato Morrone (che sembra una sluzione comunque temporanea) andrà in panchina con il Bassano, ma il diesse, che da Collecchio dicevano di voler 'fare' tra martedì e mercoledì, non c'è. Ancora.

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