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Roberto Bruni, neo assessore all'Urbanistica

Roberto Bruni, neo assessore all'Urbanistica

Polemiche sul neo assessore Bruni: la sua azienda fallì nel 2006

Da una lettera in rete si scopre il passato del responsabile dell'Urbanistica, appena nominato da Pizzarotti: l'atto del Tribunale per la Thauma di Collecchio è di sei anni fa. Sarà confermato o si dimetterà?

Un fallimento alle spalle con la sua azienda datata 2006 e una procedura chiusa definitivamente dal Tribunale di Parma meno di un anno fa. E' questa 'l'ombrà che pesa sul neo assessore all'Urbanistica, lavori pubblici e patrimonio del comune di Parma Roberto Bruni, appena nominato ieri dal sindaco grillino Federico Pizzarotti. A denunciare il passato dell'architetto, 53 anni, una lettera inviata al sito internet della Gazzetta di Parma. "Ma il Sindaco, ha letto bene il curriculum del nuovo assessore all'Urbanistica Bruni? E lui ha fatto presente nel curriculum che ha alle spalle il fallimento della sua Thauma Sas, a causa del quale tante famiglie ancora oggi piangono per aver perduto quanto avevano investito con immensi sacrifici? E' questo il concetto di meritocrazia?". Per ora nessun commento da parte del sindaco e il suo staff che per domani mattina hanno convocato la conferenza stampa di presentazione dello stesso assessore Bruni e del collega alla cultura Ferraris. Per ora confermata.


L'atto del tribunale di Parma è datato 30 gennaio 2006. Dichiara il fallimento della Thauma di Roberto Bruni Sas, con sede a Collecchio (Parma) in via Combattenti 19 E avente ad oggetto attività edile in genere, nonché del socio accomandatario in proprio illimitatamente responsabile, appunto lo stesso neo assessore del comune di Parma. L'ultimo passaggio di quella vicenda è arrivato pochi mesi fa, nell'agosto del 2011. Il caso dell'assessore Bruni ha a Parma un precedente datato luglio 2004, quando il presidente della provincia Vincenzo Bernazzoli (Pd) nominò assessore provinciale alle politiche per lo sviluppo economico e l'innovazione Michele Pagani. In quel caso sul membro della Giunta pesava una richiesta di ammissione al concordato preventivo presso il Tribunale di Parma. Appena la notizia fu resa nota, lo stesso Pagani presentò le dimissioni, subito accettate dal presidente Bernazzoli.

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