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Barcaiuolo (Fdi): "Inspegabili ritardi nella partenza della campagna vaccinale in una Rsa a Fidenza"

Interrogazione del consigliere regionale

"Come viene giudicato dalla Regione Emilia-Romagna il comportamento dell'Ausl di Parma che ha fatto partire la campagna vaccinale in una Rsa di Fidenza con un ritardo di un mese rispetto alle tempistiche definite da Governo e Regioni?"

Lo chiede Michele Barcaiuolo (Fdi) in un'interrogazione che, tra le altre cose, descrive le pressioni del Comune di Fidenza per l'esecuzione dei vaccini in una struttura della cittadina in cui si erano riscontrati dei casi di positività.

Il consigliere modenese, infatti, riporta le ricostruzioni stampa secondo cui i primi vaccini dovrebbero essere inoculati solo a partire dalla giornata del 28 gennaio "dopo un confronto aspro e a tratti acceso" tra Comune e Ausl di Parma avvenuto dinanzi al prefetto della città ducale.

Il sindaco di Fidenza aveva infatti chiesto la vaccinazione di ospiti e operatori sociosanitari risultati negativi al tampone molecolare ma - secondo quanto riportato da Barcaiuolo - "l'Ausl ha dapprima programmato poi annullato la seduta vaccinale a causa di soggetti positivi all’interno della struttura protetta fidentina, ritenendo di non poter procedere fintanto che la struttura non si fosse completamente negativizzata".

Stante l'interlocuzione avvenuta con il sindaco di Fidenza, l'Ausl Parma ha deciso infine di vaccinare solo chi non è mai entrato in contatto con casi positivi e di rimandare al termine dei 14 giorni di quarantena le immunizzazioni per coloro che hanno comunque avuto contatti con soggetti positivi.

A fronte del comportamento dell'Ausl Parma che voleva procedere con le vaccinazioni solo a struttura completamente negativizzata, Barcaiuolo sollecita un giudizio da parte dell'esecutivo regionale su questa impostazione e "se risulti alla Giunta che questa 'strategia' Covid free sia applicata su tutto il territorio regionale dalle Ausl territorialmente competenti". In via generale, poi, l'esponente di Fratelli d'Italia chiede all'assessorato politiche per la Salute come intenda intervenire "affinché il piano vaccinale non subisca ritardi di alcuna specie al netto delle grandi difficoltà che già si stanno riscontrando su tutto il territorio nazionale".

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