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Bocchi: "29.890 euro per i servizi digitali della sei giorni del Patto Sociale"

Il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Comunale: "I disabili, che quest'anno saranno costretti a frequentare i centri estivi per non più di 4 settimane fino a un massimo di 30 ore settimanali per mancanza di fondi, potrebbero forse non comprendere"

"Mentre situazioni crescenti di povertà, fragilità e disagio sociale premono sul sistema welfare del nostro comune, l'amministrazione da due anni continua a mettere in scena presentazioni ed eventi legati al nuovo, sbandieratissimo, Patto Sociale, un totem divenuto una sorta di autocelebrativa e reiterata kermesse". Priamo Bocchi, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Comunale, parla così del Patto Sociale: "Sabato prossimo partirà, infatti, dal teatro Regio la sei giorni fatta di concerti, lezioni, pistolotti, camminate metaboliche, dibattiti, proiezioni, letture, laboratori musicali, seminari e workshop (termine che fa figo) sui metodi di codesign dell'innovazione (che non si sa cosa voglia dire). I disabili che anche quest'anno saranno costretti a frequentare i centri estivi per non più di 4 settimane fino a un massimo di 30 ore settimanali per mancanza di fondi, potrebbero forse non comprendere i 29.890 euro spesi dal settore sociale del comune solo per i servizi digitali della sei giorni. Quelli, invece, che attendono da anni il loro "progetto di vita" potranno trovare consolazione nella conferenza programmata al Ridotto del Regio sulle "normative e prospettive del progetto di vita.

Mentre ha ridotto i tirocini del progetto SOL (sviluppo opprtunità lavorative) a favore di persone fragili e vulnerabili, il settore sociale (guidato ancora da un dirigente ad interim) ha finanziato con 105.000 euro l’Università di Parma per 4 borse di ricerca sul disagio, giovanile e non, rientranti nell'ambito dell'osservatorio welfare. Un welfare, insomma, che non segna alcuna novità con la precedente amministrazione e il cui programma, dopo due anni di mandato, resta confuso in una cortina fumogena di tavoli, cabine di regia, osservatori e costose kermesse. Viene in mente l'espressione di Maria Antonietta: "Se non hanno più pane che mangino brioche"… e conferenze".
 

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