Bussandri (Cgil): "Tessuto imprenditoriale inquinato"

"Questo crea dislivello tra economia sana e quella corrotta"

"C’è una ripresa dal punto di vista economica ma i lavori sono basati su precariato e instabilità". Massimo Bussandri, il segretario generale di Cgil, lancia il monito attaccanto il tessuto cittadino: "Se non vi fosse qui da noi una vasta zona grigia di avventurieri dell’economia, di professionisti di dubbia deontologia, potremmo stare meglio. Molti che parlano in parmigiano si sono messi a disposizione per agirare le leggi, che hanno accolto il sistema sulla base dei soldi che non puzzano. Ma puzzano eccome, inquinando il nostro sistema produttivo. Non è un problema solo della polizia, né delle forze dell'ordine ma anche nostro, dei sindacati e dei lavoratori. Nelle aziende dove c'è la mafia la democrazia e le sue regole restano fuori dai cancelli. L’economia illegale porta concorrenza sleale a prezzi stracciati che determina la chiusura e il ridimensionamento. E tanti posti di lavoro perso. C’è bisogno che le mafie capiscano che non hanno cittadinanza da noi. Noi come sempre ci siamo, siamo quelli che non sgarrano mai, la parte più giusta della comunità. I lavoratori di Parma sono quelli che si sono rimboccati le maniche. Sono quelli della Froneri che hanno combattuto contro una multinazionale spietata facendola vergognare di se stessa. I nostri pensionati sono quelli che hanno fatto da bancomat. Siamo gli eredi di Guido Picelli, di padre Lino e Santi che si sono guadagnati la medaglia d’oro per la resistenza".

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