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Carcere, Lega: "Alti costi per le visite dei detenuti in ospedale, serve un servizio interno"

Il consigliere Occhi chiede alla Regione di istituire un servizio medico e infermieristico nella Casa circondariale, di conoscere quanti codici rossi diventino bianchi e a quanto ammonti la spesa dell'Ausl

Istituire un servizio medico e infermieristico all'interno della Casa Circondariale di Parma. È la richiesta del consigliere Emiliano Occhi (Lega) alla Regione contenuta in un'interrogazione. Il consigliere, infatti, vuole conoscere il numero dei pazienti provenienti dal carcere e visitati all’Azienda ospedaliero-universitaria e all’Ausl di Parma e quali siano le spese sostenute per ricoveri e visite specialistiche di queste persone. Occhi prosegue e chiede quanti siano i codici rossi poi derubricati a “bianchi” e se la giunta non ritenga che “un servizio medico e infermieristico interno al penitenziario di Parma potrebbe portare a una riduzione dei costi per il servizio sanitario regionale”.

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Un servizio medico interno per il carcere di Parma 

E per evitare l’accesso al pronto soccorso, Occhi chiede se si intenda implementare un servizio di medicina e infermieristica, così come di aumentare il numero delle visite specialistiche sempre all’interno della Casa circondariale per evitare “se non nel caso di utilizzo di specifiche attrezzature mediche, l’uscita e il trasporto dei detenuti dalla struttura”. Infine, il consigliere si rivolge alla Regione per sapere se questi problemi, e i relativi costi, siano mai stati segnalati al Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) e se non intenda rivolgersi “affinché vengano inviati meno detenuti che presentano particolari patologie” valutando la realizzazione di reparti sanitari in altre strutture della regione.

Fra i 700 detenuti del carcere, sottolinea Occhi, molti hanno problemi di salute: l’80% presenta patologie contro una media regionale del 52%. Molti gli over 65: il 14% contro il 4% regionale. A Parma, poi, non sarebbe stata potenziata la telemedicina. I sindacati di polizia penitenziaria, continua il consigliere del Carroccio, indicano che la “situazione dei ricoveri sta diventando sempre più preoccupante in quanto molto spesso i detenuti inviati alle strutture ospedaliere di riferimento presentano referti che potrebbero essere gestiti anche all’interno del carcere”.

Infine, conclude Occhi, “l’impatto degli accessi dei detenuti all’interno del Pronto Soccorso di Parma grava anche sulle tempistiche delle visite per tutti gli altri pazienti in quanto ai detenuti viene data una priorità di accesso alle prestazioni sanitarie rispetto a un comune paziente”.

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