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Case popolari, la protesta della Lega: "La residenzialità storica non si tocca"

La Lega si è opposta da subito alla delibera e questa mattina ha presentato le proprie iniziative in una conferenza stampa cui erano presenti il Segretario Regionale della Lega Emilia Matteo Rancan, capogruppo in Consiglio Regionale

Si è tenuta oggi nella sede provinciale della Lega Salvini Premier di Parma una conferenza stampa sulla facoltà per i singoli comuni di conservare il criterio della residenzialità storica nell’assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. Lo scorso dicembre, infatti, la Giunta Regionale ha deliberato di modificare la legge regionale eliminando la possibilità per i comuni di dare alcun rilievo alla anzianità di residenza.


La Lega si è opposta da subito alla delibera e questa mattina ha presentato le proprie iniziative in una conferenza stampa cui erano presenti il Segretario Regionale della Lega Emilia Matteo Rancan, capogruppo in Consiglio Regionale, il segretario provinciale Patrizia Caselli, il consigliere regionale Emiliano Occhi, i sindaci di Felino Filippo Casolari, di Fontevivo Tommaso Fiazza e di Varano Giuseppe Restiani, Tommaso Vergiati responsabile regionale giovani, oltre all’on. Laura Cavandoli.

Il segretario Rancan, nel suo intervento, ha preannunciato battaglia in regione contro l’approvazione da parte dell’assemblea legislativa di questa delibera di giunta regionale, ricordando come la precedente delibera regionale del 2018 sui criteri di assegnazione ERP era stata fortemente osteggiata dalla Lega che aveva ottenuto alcune correzioni. Ha sottolineato che il divieto per i comuni di ricorrere al criterio di residenzialità è una imposizione politico/ideologica che indebolisce i sindaci e che parte proprio da quel presidente Bonaccini che in campagna elettorale si proponeva come il “sindaco della regione”.

La deputata e consigliere Cavandoli ha presentato la sua mozione che impegna sindaco e giunta del comune di Parma a intervenire presso la Regione affinché sia rispettata la legge regionale del 2001 che garantisce la prerogativa dei Comuni di determinare i criteri di priorità per l'assegnazione degli alloggi e i relativi punteggi. Cavandoli ha precisato che solo nell’ottobre scorso il consiglio comunale ha modificato il regolamento comunale del 2018 sull’assegnazione degli alloggi popolari senza toccare il criterio di residenzialità e si aspetta, pertanto, che il comune confermi questo orientamento, accogliendo la mozione e dicendo no a un divieto imposto dall’alto che potrebbe stravolgere le graduatorie in essere.

Il responsabile Giovani della  Lega Emilia, Tommaso Vergiati ha parlato di “schiaffo in faccia ai cittadini emiliani”, anche ai giovani, che dovrebbero avere il diritto di costruire il proprio futuro in una regione che favorisce, e non punisce, chi vive, lavora e paga le tasse in un comune da più tempo.
Il segretario provinciale Patrizia Caselli ha evidenziato che l’ultima parola sul tema spetta ai sindaci, unici e autentici conoscitori delle esigenze dei territori, annunciando una opposizione dura e senza sconti anche in provincia alla decisione della giunta regionale che ha definito “incredibile”.
Il consigliere regionale Emiliano Occhi ha sottolineato che il criterio di residenzialità permette di premiare coloro che risiedono in un comune da più tempo e, pertanto, hanno contribuito maggiormente alla creazione di un patrimonio pubblico immobiliare.

Il sindaco di Fontevivo, Tommaso Fiazza ha fatto presente che nel suo comune il criterio della residenzialità storica ha funzionato senza creare problemi nelle assegnazioni e che ritiene gravemente scoraggiante per un sindaco questa imposizione dall’alto. Ha poi spiegato che per fare domanda di assegnazione di case popolari oggi occorrono tre anni di residenza in regione e, pertanto, sopprimere il criterio della residenzialità storica nel comune potrebbe scatenare una concorrenza tra persone in situazioni di disagio, che tenterebbero di spostare la residenza da un comune all’altro della regione per vedersi assegnati gli alloggi a danno di quanti sono da più tempo residenti nel comune.

Il sindaco di Felino Casolari ha parlato di delegittimazione dei sindaci, lamentando il voto favorevole alla proposta da parte dell’Assessore Regionale Barbara Lori, ex sindaco di Felino, e promettendo una mozione a tutela dei criteri di residenzialità storica.

Il sindaco di Varano de’ Melegari Restiani ha dichiarato che il suo comune, che ha una situazione peculiare di piena occupazione, potrebbe essere destinatario di richieste da parte di neoresidenti  col risultato travolgente di dover addirittura far abbandonare gli alloggi agli attuali assegnatari.
La mobilitazione della Lega, attraverso mozioni e raccolta di firme, vuole sollecitare i comuni a manifestare all’assemblea legislativa regionale la loro contrarietà alla delibera proposta della giunta e scongiurarne l’approvazione.

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