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Giovanni Paolo Bernini

Giovanni Paolo Bernini

«Caso Del Rio, perché il Pd è stato graziato nell’inchiesta Aemilia?»

Bernini (Forza Italia): «Solo due di Forza Italia, il sottoscritto e Pagliani di Reggio Emilia, sono stati coinvolti ed infangati da accuse infondate e assurde, con addirittura la richiesta di arresto»

A seguito dell'intercettazione telefonica pubblicata dal settimanale l'Espresso in cui emergerebbe che Graziano Del Rio, da sindaco di Reggio Emilia, durante uno dei suoi viaggi a Cutro, avrebbe stretto la mano al boss della 'ndrangheta, interviene Giovanni Paolo Bernini, ex presidente del consiglio comunale ed assessore di Parma, prosciolto dall'accusa di voto di scambio politico-mafioso nel processo Aemilia.

«Dossier fotografici su Graziano Del Rio a Cutro ed oggi anche una intercettazione telefonica grave, l'attuale sindaco di Reggio Emilia, Vecchi, anch’egli del PD, che vive in una casa comprata da un imprenditore di origini calabrese arrestato nell'inchiesta Aemilia, il Comune di Brescello sciolto per infiltrazioni della 'ndrangheta, numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali registrate durante le elezioni a Parma del 2012 in cui emergono richieste di denaro e favori da parte di indagati nell’inchiesta Aemilia ad un consigliere attualmente in carica del Pd, intercettazioni su Salsomaggiore Terme che tirano in ballo per appalti delle scuole l'ex sindaco e deputato del Pd: ce n’è abbastanza per chiedersi perché il Pd sia stato graziato nell’inchiesta e dal processo Aemilia». 

«Ed oggi - prosegue Bernini in una nota - più che gridare al complotto, come fa l'attuale ministro Del Rio, sarebbe il caso di domandarsi seriamente perché in questa inchiesta non si è proceduto all'invio di avvisi di garanzia e richieste di arresto agli esponenti del Partito democratico che governa ogni istituzione in Emilia Romagna. Solo due di Forza Italia, il sottoscritto e Pagliani di Reggio Emilia, sono stati  coinvolti ed infangati da accuse infondate e assurde, con addirittura la richiesta di arresto. Fortunatamente la giustizia ha fatto il suo corso ed ha decretato la innocenza per entrambi».

Bernini che annuncia una conferenza stampa per presentare un esposto al Consiglio superiore della magistratura e alla Procura generale della Repubblica, conclude: «Se un complotto c’è stato, caro Del Rio, forse è proprio qui: il teorema del Pm  Mescolini, che nel 2006 ha lavorato al fianco di un viceministro del Pd nel Governo Prodi, è stato sconfessato dalle sentenze dei giudici che hanno smontato l'assurdo doppiopesismo giudiziario volto a far credere che se è uno del centro destra a cercare i voti tra i residenti di origine meridionale, trattasi di mafia; se invece è uno del centro sinistra, trattasi di democratica e trasparente ricerca del consenso. Troppe sono le lacune ed omissioni in questa inchiesta nel coinvolgimento di amministratori e politici alle quali occorre dare risposta».

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