Comunione e Liberazione Parma: "Davanti alle elezioni, la persona"

Manca circa un mese alle elezioni e sembra predominare una certa indifferenza generale; il tratto più frequente in chi si propone di guidare la prossima amministrazione comunale è quello di un ritorno alla “normalità”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

1 Manca circa un mese alle elezioni e sembra predominare una certa indifferenza generale; il tratto più frequente in chi si propone di guidare la prossima amministrazione comunale è quello di un ritorno alla “normalità”. Certamente il prossimo Consiglio Comunale dovrà pianifi care attentamente un rientro degli investimenti fatti dalle precedenti amministrazioni e nel farlo dovrà tenere conto di un equilibrio economico nell’applicazione delle aliquote ai cittadini, già provati dalla crisi dell’economia e del lavoro.
Da dove ripartire? Se anche gli auspicabili e condivisibili obiettivi di riequilibrio del bilancio fossero raggiunti, non mancherebbe comunque qualcosa al fare politica?

2 In questo periodo nel quale tutto fa pensare che occorra volare basso e affidarsi, come direbbe il poeta Eliot, a “sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d’essere buono” noi proponiamo di ripartire dalla cosa più fragile che esista: la persona e il suo desiderio di rapporto con gli altri che la porta a costruire un bene per sé e per tutti. Siamo consapevoli come nelle persone risieda un tesoro incredibile di positività,
creatività e competenza, come capacità di rinnovare le cose solite e che, se un popolo vive fattivamente quel desiderio, i tentativi e le scelte che nascono dalla persona hanno la possibilità di durare nel tempo. Un popolo unito non dalla provvisorietà di un tornaconto o dall’illusione di
un’utopia, ma che vive in maniera sostanziale.
Qualche esempio:
a) Le numerose associazioni di solidarietà presenti in città realizzano un aiuto concreto alle famiglie con varie diffi coltà realizzando il bene comune senza ricorrere alla Pubblica Amministrazione.
b) Le associazioni culturali presentano un calendario di appuntamenti impressionante per numero, spesso non piegandosi ad una fruizione omologata della cultura decisa televisivamente, ma argomentando con temi e giudizi ciò che sta a cuore alla persona e alla tradizione della città a costi pressoché nulli per il Comune.
c) La famiglia:
- sostiene i propri familiari nel desiderio di benessere, di lavoro, di compimento;
- si sostituisce all’amministrazione pubblica ove questa manchi nei suoi servizi essenziali, posti asilo o servizi alla persona, grazie all’aiuto interno o di altre famiglie e amici;
- in questa crisi economica tanti nuclei familiari in diffi coltà vengono aiutati e sostenuti dalle famiglie di provenienza sotto il profi lo economico, magari con un lavoro provvisorio in attesa di uno più stabile.
Tutti questi esempi, che hanno una grande dignità pubblica, non vengono registrati dall’economia uffi ciale perché non producono scambio di denaro, eppure incidono profondamente nella vita di ognuno come ben sa chi ne usufruisce. E non solo: questi rapporti rinnovano e consolidano un bene sociale vissuto e condiviso che è stato da sempre il fondamento della nostra città.

3 Ogni volta che siamo chiamati al voto siamo provocati come cristiani a rendere ragione della nostra fede. È questo infatti ad essere ultimamente in gioco nel modo in cui diamo il nostro contributo alla costruzione della società. E cosa ci fa dunque essere così ragionevolmente fi duciosi nel ripartire dalla persona e dal suo desiderio irriducibile di bene e di felicità? Nell’esperienza cristiana abbiamo incontrato un uomo, Cristo, che non ha paura dei nostri limiti e dei nostri desideri. Quest’uomo ha stimato la persona sopra ogni altro fattore umano per la sua libertà di aderire al rapporto con il Padre. Per questo ultimamente ci interessa andare a votare e per questo le elezioni sono una occasione eccezionale di incontro e dialogo con tutti.

4 Due cose ci stanno a cuore:
- il rischio di scommettere costantemente sulla libertà umana e sulla sua capacità di cercare e riconoscere ciò che è buono, bello e vero sino a favorire tentativi che abbiano a cuore la libertà di educazione.
- il «bene comune». Un potere che si concepisce come servizio al popolo difende quelle esperienze in cui il desiderio dell’uomo e la sua responsabilità
– anche attraverso la promozione di opere sociali ed economiche, secondo il principio di sussidiarietà – possono crescere in funzione del bene comune, ben sapendo che da nessun programma potrà venire realizzato in termini definitivi, a causa del limite intrinseco di ogni tentativo umano.
Chi avrà il coraggio, fra le persone e gli schieramenti che si propongono per amministrare la nostra città, di sostenere chiaramente e promuovere una politica e un assetto della pubblica amministrazione che favoriscano quel “bene”, e che possano perciò sostenere la speranza del futuro, difendendo la vita, la famiglia, la libertà di educare e di realizzare opere che incarnino il desiderio dell’uomo?

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