menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Comunità Montana, vertice sul distretto del prosciutto di Parma

Diversi sindaci denunciano la penalizzazione del territorio montano come zona di produzione. L'assessore provinciale Ugo Danni: "Chi non è competitivo chiude. Dobbiamo contare sulle aree industriali"

Si è svolto lunedì scorso presso la sede della Comunità Montana Unione dei Comuni Parma Est di Langhirano un intenso Consiglio di Giunta interamente dedicato ad un tema decisamente sentito sul Comprensorio, il Distretto del Prosciutto di Parma. Presenti all’incontro, insieme ai Sindaci e ai Consiglieri del Territorio, gli Assessori provinciali Ugo Danni e Agostino Maggiali, quest’ultimo alla sua prima uscita pubblica per la Provincia con le deleghe al Turismo e ai Parchi, e l’avv. Calzi del Distretto del Prosciutto. Una seduta lunga e dibattuta, quella sul Distretto, perchè riguardante un tema molto sentito da tutto il territorio di produzione e che, specialmente sulle terre alte, suscita vivaci dibattiti relativi alla tutela e alla valorizzazione di un territorio certo disagevole ma coinvolto a pieno titolo nello sviluppo.

Condivise da diversi sindaci le perplessità di Amilcare Bodria, Sindaco di Tizzano Val Parma che vede, nell’accordo quadro in fase di approvazione, un documento che rischia di penalizzare il territorio di montagna: “Il solo fatto che vengano previste forme di perequazione per le aree montane è segno che l’impronta organizzativa del progetto andrà a svantaggio dei produttori che si trovano in montagna. A fronte delle programmate aree industriali previste in pianura le aree produttive montane non possono che essere svantaggiate. l’Accordo Quadro presentato è di fatto un documento che disciplina la lavorazione dei salumi, e che quindi non valorizza la produzione D.o.p. Mi chiedo quindi quali siano gli effettivi benefici del territorio montano dall’azione di questo Distretto, le cui encomiabili aspirazioni iniziali erano di valorizzazione del prodotto e di tutto il suo territorio di produzione. Se i produttori saranno d’accordo nel condividere questo documento sarò certo per sottoscriverlo, ma siamo sicuri che lo vogliano?”

“Il Distretto – ha risposto il Sindaco di Langhirano Stefano Bovis – nasce dalla necessità di porre ordine al territorio, che per decenni ha subito la spinta del mercato senza poterla governare. Il Distretto rappresenta un luogo di consultazione e non di governo del mercato, un luogo in cui le istituzioni possano interpretare un ruolo di comprimari accanto ai produttori. In questo contesto è importante ricordare i successi, quali la possibilità di ricondurre finanziamenti e il risultato della regolamentazione degli scarichi. Usiamo gli strumenti che abbiamo per essere propositivi e fare cose utili, agendo con razionalità”.

Rimane presente nell’area alta il timore, espresso dal Consigliere Abelli di Calestano, pur nella comprensione delle azioni di salvaguardia del territorio come l’identificazione delle APEA (Aree Produttive ecologicamente attrezzate), che le aree più povere non progrediranno in tale assetto.

“La Provincia ha investito 80 milioni di euro in cinque anni – ha affermato l’Assessore Danni – per infrastrutture in grado di rendere competitivo sul mercato il territorio. Chi non è competitivo chiude, ed in tale ottica la nostra funzione è garantire la salvaguardia della qualità e l’efficienza delle strutture. Le piccole aree produttive locali rischiano di non essere sufficienti, ed è necessario contare su aree industriali per avere vantaggi competitivi. I comuni montani devono essere solidali, i terreni marginali devono essere agganciati alla crescita, ma senza una pianificazione che faccia funzionare il territorio non si va da nessuna parte”

“L’articolato dibattito – ha concluso il Presidente della Comunità-Unione Giordano Bricoli – porta con sé interessanti spunti per il Consorzio, per i sindaci e per tutti gli attori coinvolti in questo territorio. Constato con soddisfazione che tutti i punti avanzati dall’Ente Montano per l’accordo quadro sono stati accettati, segno di una volontà di dialogo sul tema che però deve proseguire a tutti i livelli”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Prenotazioni per chi ha dai 60 ai 64 anni: a Parma 28 mila persone

Attualità

Prosegue la campagna vaccinale: a Parma quasi 174 mila dosi

Attualità

Vaccino dai 60 ai 64 anni: a Parma 7.400 prenotazioni

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Omicidio di via Volturno: Patrick Mallardo non risponde al Gip

  • Economia

    Morte del lavoratore 37enne, Cgil: "Imperativo un cambio di passo"

  • Cronaca

    Tragedia a Sorbolo: morto operaio di 37 anni

Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Eventi

    "Interno Verde": alla ricerca dei giardini segreti di Parma

  • Attualità

    Un nuovo pulmino per la Pubblica in nome di Tommy

Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento