Conciliare ambiente, caccia e agricoltura: la scommessa del Piano Faunistico regionale

E’ stato presentato stamattina in Provincia dall’Assessore Caselli. Rossi: ”Apprezziamo l’impegno della Regione, che va nella direzione richiesta dal territorio.”

Un unico Piano per tutta l’Emilia-Romagna a tutela della biodiversità e dell’equilibrio ambientale, per disciplinare la caccia e salvaguardare le attività agricole: è il nuovo Piano faunistico regionale, approvato a fine 2018 con il parere positivo di Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e valido fino al 2023, che è stato presentato questa mattina nella sede della Provincia di Parma alla presenza del presidente Diego Rossi, e dell’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli.


Il documento, frutto di un’ampia consultazione con tutte le categorie interessate – cacciatori, agricoltori e ambientalisti – è lo strumento principale per una razionale pianificazione e programmazione territoriale di settore.

“E’ un Piano ponderato, che tiene conto degli equilibri necessari per garantire la conservazione degli habitat attraverso la difesa della biodiversità senza dimenticare le esigenze dei territori e delle persone che li abitano.  La questione dei danni all’agricoltura causati dagli ungulati, cinghiale in testa – commenta l’Assessore  Caselli- Sta diventando infatti per le aziende agricole una questione di vita o di morte soprattutto nelle zone di montagna, dove la prosecuzione della loro attività è fondamentale per evitare lo spopolamento e per la difesa dell’assetto idrogeologico del territorio. Per questo attraverso il Piano faunistico siamo intervenuti con una ‘stretta’ sulla gestione del cinghiale, in particolare con un abbassamento della soglia di danno superata la quale scatterà l’obbligo di intervento con i piani di abbattimento contro l’eccessiva proliferazione della specie”.

“Come Provincia abbiamo raccolto da molte amministrazioni e associazioni di categoria la criticità dell’aumento della presenza di cinghiali e caprioli, che comportano forti danni alle attività agricole e rischi per la viabilità, in particolare sulle strade provinciali – conferma il Presidente della Provincia Rossi -  Abbiamo già attivato una rete di contatto con i Comuni del territorio per illustrare l’attività della Polizia provinciale. Nerl frattempo continua l’impegno diretto della Polizia provinciale e la raccolta delle esigenze dei Comuni, che spesso ci sollecitano. Apprezziamo l’impegno della Regione, che va nella direzione richiesta.”

Tra le misure contemplate nel Piano: la caccia in selezione in un periodo più ampio e la possibilità per gli agricoltori di chiamare gli Atc (Ambiti territoriali di caccia) per chiedere interventi rapidi a protezione delle colture, misure adottate proprio per scongiurare i danni causati dai cinghiali che vedono Parma, con Forlì e Bologna, tra le province più colpite in tutta l’Emilia-Romagna.

Ma non basta perché tra gli obiettivi principali del Piano, oltre alla tutela della biodiversità di tutte le specie e dell’equilibrio ambientale, la disciplina dell’attività venatoria, insieme alla salvaguardia delle attività agricole, c’è anche la riduzione del rischio sulle strade causato dalla presenza della fauna selvatica. Dai dati forniti dai Centri di recupero animali Selvatici convenzionati con la Regione nel periodo 2012-2017 emerge infatti che ben 4.745 incidenti stradali sono stati causati dall’impatto con animali di grossa taglia, di cui l’86,7% da caprioli. Il territorio provinciali di Parma è al terzo posto della graduatoria, dopo Reggio Emilia e Bologna, con 551 incidenti.

“Il problema degli incidenti causati da animali selvatici, in prima fila caprioli e cinghiali, e di conseguenza la necessaria tutela della sicurezza delle persone, è cosa molto seria - prosegue l’assessore Caselli - Siamo da sempre sensibili a questa questione è già da diversi anni la Regione ha messo in campo una sperimentazione in alcune tra le zone più a rischio, per cercare soluzioni efficaci e innovative capaci di ridurre gli incidenti stradali causati dall’impatto con animali selvatici. I risultati sono incoraggianti e per questo abbiamo messo in cima agli obiettivi da raggiungere con il Piano faunistico proprio l’aumento della sicurezza sulle strade e la riduzione dei danni all’agricoltura”.

Il Piano regionale faunistico venatorio presenta un’analisi dei danni causati dalla fauna selvatica, le misure di prevenzione e di controllo previste per ridurne e contrastarne gli effetti, oltre ad una fotografia della diffusione degli animali sul territorio regionale aggiornata al 2015. 
Infine, offre un quadro articolato del territorio da più punti di vista - paesaggio, geologia, idrografia, clima, uso del suolo - e un identikit dei cacciatori in regione dal punto di vista demografico, del tipo di caccia praticata, delle aree geografiche di attività.

Nella foto: da sinistra: il Delegato provinciale Mari, il Comandante della Polizia provinciale Peri, il Presidente della Provincia Rossi, l’Assessore regionale Caselli.

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