Consorzi di difesa fitosanitaria: disparità di trattamento tra agricoltori

I Consiglieri Regionali della Lega Nord, Roberto Corradi e Stefano Cavalli hanno presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno per superare la disparità di trattamento tra gli agricoltori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

In quattro delle nove province della Regione Emilia-Romagna (Parma, Piacenza, Reggio-Emilia e Modena), sono presenti dei Consorzi Fitosanitari, nati sulla base di una normativa risalente al  1931; ed aventi lo scopo di supportare gli agricoltori nella lotta contro le malattie e/o gli insetti nocivi alle coltivazioni. Tutti gli agricoltori delle provincie dove insistono i Consorzi Fitosanitari sono obbligati a versare annualmente una somma a favore dei predetti Consorzi (indipendentemente dal fatto di ricorre ai servizi o meno di detti Enti).
Nelle restanti cinque province della Regione (Bologna, Ferrara, Rimini, Forlì-Cesena, e Ravenna), le funzioni fitosanitarie sono espletate dal Servizio Fitosanitario regionale, senza oneri obbligatori a carico dell’intera collettività degli agricoltori.
I Consiglieri Regionali della Lega Nord, Roberto Corradi e Stefano Cavalli hanno presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno per superare la disparità di trattamento tra gli agricoltori
Per il leghista Corradi Roberto: “Nelle quattro province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena l’adesione a questi consorzi è obbligatoria e viene finanziata da tutti gli agricoltori, mentre nelle restanti provincie le medesime attività sono svolte dal Servizio Fitosanitario Regionale, senza oneri per gli agricoltori; pertanto occorre superare questa disparità di trattamento.”
«Appare evidente - sottolinea Cavalli  Stefano, - come i coltivatori delle province provviste dei consorzi fitosanitari siano discriminati ed è per questo motivo che con il nostro ordine del giorno miriamo ad impegnare la Giunta a garantire uniformità di concorso agli oneri, di trattamento e di servizi fitosanitari nei confronti di tutti gli agricoltori della Regione Emilia-Romagna e, anche in considerazione della grave crisi economica che da tempo grava sulle imprese agricole, a ridurre i costi posti a carico delle singole imprese agricole per le attività fitosanitarie nelle Provincie dove operano i Consorzi Fitosanitari.»
 

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