Corte dei Conti: "In 10 anni neanche uno straccio di dato dal Comune"

Spetterà alla Procura perseguire chi ha avuto questa 'dimenticanza'. Inoltre il procuratore regionale Salvatore Pilato dichiara che ci sono indagini in corso sul dissesto del Comune di Parma

Comune

Sono dieci anni che il Comune di Parma non fa avere alla Corte dei Conti nemmeno uno straccio di conto delle spese sostenute nel corso dell'anno, come invece per legge avrebbe avuto l'obbligo di fare. Lo rende noto il presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell'Emilia Romagna, Luigi Di Murro, nel corso dell'intervento pronunciato oggi all'inaugurazione dell'anno giudiziario.

"Nell'ultimo decennio il Comune di Parma non ha presentato né i conti degli agenti contabili interni (economo, agenti della riscossione e  consegnatari dei beni) né il conto del tesoriere", afferma Di Murro. I magistrati  contabili se ne sono accorti perche', dopo la bufera sollevatasi
su Parma, per cominciare a tirare le fila della vicenda sono andati a verificare i conti che il Comune avrebbe dovuto inviare.

Spetta alla Procura perseguire le responsabilita' amministrative e contabili di chi ha avuto questa 'dimenticanza'.
Al di la' del 'buco' nella presentazione dei conti giudiziali, la Procura della Corte dei conti da mesi sta lavorando sul dissesto avvenuto nel Comune ora commissariato. Lo spiega il procuratore regionale Salvatore Pilato: "Ci sono attivita' in corso, non posso entrare nel dettaglio, di certo e' un'area debitoriale su cui ci sono strategie investigative in atto".

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E promette risultati: "Nell'arco di questo anno ci saranno degli interventi da parte della Procura regionale", conclude Pilato, che ricorda anche la
sentenza (arrivata nel 2011) di condanna per Vignali e Ubaldi (33 le persone condannate in tutto, tra dirigenti, funzionari e amministratori), per la sottoscrizione di polizze illegali che prevedevano la copertura di eventuali errori, per gli amministratori, legati a responsabilita' gestionali.
 

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