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La protesta degli indignados parmigiani

La protesta degli indignados parmigiani

Dopo Vignali: oggi festa in piazza, in attesa del commissario

Ieri le dimissioni, oggi i cittadini che hanno protestato in questi mesi si ritrovano sotto al Comune, alle 21 assemblea pubblica: tra 20 giorni la nomina del funzionario prefettizio

Dopo le dimissioni del sindaco Pietro Vignali, ufficializzate ieri sera dopo una delle giornate politiche più intense che Parma si ricordi, un centinaio di cittadini si sono radunati in Piazza Garibaldi per festeggiare, con brindisi e canti, la decisione del primo cittadino. Sui social network i cittadini che hanno partecipato alle proteste degli ultimi mesi dopo lo scandalo corruzione hanno lanciato un appuntamento per oggi pomeriggio dalle 17.30: una 'Festa per la vittoria dei cittadini di Parma' nello stesso luogo previsto per l'undicesima protesta che avrebbe dovuto svolgersi in contemporanea al consiglio comunale, che resta peraltro confermato. Invece che protestare per chiedere le dimissioni oggi i cittadini festeggeranno per la decisione di Vignali.

Il consiglio si terrà se ci sarà il numero legale, vista la presa di posizione dei consiglieri di maggioranza che, prima dell'annuncio delle dimissioni di Vignali, aveva detto che non avrebbero partecipato al consiglio perchè temevano per la propria incolumità fisica. Resta confermato invece l'appuntamento per le ore 21 all'Auditorium Toscanini per l'assemblea pubblica sul futuro della città "Parma protesta: incontro per la città che vogliamo", convocata dal coordinamento 'La Piazza'.

Sul versante istituzionale invece a questo punto dovrebbe arrivare un commissario prefettizio, in attesa delle elezioni comunali del 2012. Pietro Vignali ora, dopo la protocollazione delle sue dimissioni, avrà venti giorni di tempo per ritirarle: alla fine di questo periodo di tempo il Ministero degli Interni nominerà il commissario.

LA NOTA DEL COMUNE

E’ l’articolo 53 del testo Unico degli enti locali a regolare le dimissioni presentate dal sindaco, che diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio comunale. E’ da quel momento, dalla presentazione o dalla comunicazione al Consiglio comunale, che il temine comincia a decorrere. Durante i 20 giorni sindaco, Giunta e Consiglio hanno solo poteri di ordinaria amministrazione.

Quindi, trascorso questo periodo, inizia la procedura di scioglimento del Consiglio comunale e cessano tutte le cariche politiche, gli articoli 90 e 110 che interessano gli uffici di supporto all’Amministrazione e gli incarichi a contratto. L’avvio della procedura spetta quindi al Prefetto che nomina un Commissario, detto prefettizio, fino alla conclusione del procedimento di scioglimento che termina con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, entro 90 giorni. Durante questi tre mesi, sempre con decreto del presidente della Repubblica, viene nominato un commissario straordinario, i cui poteri sono identici a quelli, sommati, del Consiglio, della Giunta e del sindaco.

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