Le nostre interviste - Zorandi (Lega Nord): "Via i clandestini da Parma"

Le elezioni si avvicinano, le campagne elettorali proseguono: seconda puntata delle 'interrogazioni' ai dieci candidati sindaco: 5 domande su alcune questioni sentite dai cittadini e dai nostri lettori

Andrea Zorandi, candidato sindaco della Lega Nord

Seconda puntata delle interviste ai candidati sindaco, in corsa per le amministrative del 5 e 6 maggio. Abbiamo scelto cinque domande per interrogare i dieci candidati sindaco. Dopo l'intervista con Liliana Spaggiari, candidata sindaco per il Partito Comunista dei Lavoratori, abbiamo interrogato Andrea Zorandi, candidato sindaco della Lega Nord. Ha 54 anni e di professione è medico di medicina generale.

 L'anno scorso Parma è stata al centro dello scandalo corruzione: l'immagine da città europea si è scalfita in seguito alle inchieste sulla tangentopoli parmigiana. Il prossimo sindaco avrà il compito di traghettare la città al di fuori della crisi in cui è precipitata. Due punti su cui si basa la sua ricetta?

"Puntiamo sull'efficenza della macchina amministrativa, sulla riduzione delle consulenze esterne e nel contempo sulla valorizzazione delle risorse e le capacità dei dipendenti comunali. Metteremo in atto, poi, una riqualificazione strutturale -energetica, civile e sociale- dei quartieri della città, dando così nuova vita ad aree che soffrono la desertificazione commerciale e la mancanza di servizi. In contemporanea miglioreremo la viabilità ed i trasporti pubblici, a favore dei cittadini e del commercio, che sta soffocando".

 Secondo recenti stime il debito del Comune di Parma ammonterebbe a circa 460 milioni di euro: le manovre del commissario Ciclosi per risanarlo non sono piaciute a molti. Le tasse aumenteranno. Quali misure prenderà se sarà eletto?

"Pensiamo alla riduzione della spesa corrente, degli stipendi apicali, alla riduzione dei contenziosi con le aziende che hanno svolto lavori per il Comune. Crediamo necessarie inoltre la lotta all'evasione fiscale e l'attivazione di azioni di responsabilità nei confronti di chi ha creato questi sbilanci nei conti del Comune di Parma. Elimineremo le società partecipate che non hanno un valore strategico ed hanno bilanci decisamente in negativo. Porteremo a termine i progetti importanti ed indispensabili, per esempio quelli della Stu Pasubio e della Stu Stazione. Renderemo più efficente il consumo energetico nelle scuole e negli edifici pubblici, portando il risparmio del 20% del costo energetico del Comune. Applicheremo poi una tariffazione puntuale dei rifiuti in modo da ridurre i costi per macchina amministrativa e per le famiglie e rendere non più necessarie queste aliquote così alte per Imu, Irpef e Tarsu".

  Il settore produttivo del territorio è al collasso: molte aziende licenziano e chiudono: dalla Intercast  alla Cft, i lavoratori si ritrovano spesso senza alternativa, soprattutto nella fascia tra i 40 e i 50 anni: quali misure concrete metterà in campo per risolvere la situazione?

"L'amministrazione comunale dovrà far sì che si creino posti di lavoro non a carico del Comune, per esempio dando lavoro alle aziende edili che si occuperebbero della riqualificazione dei quartieri, anche dal punto di vista energetico. Questa potrebbe essere una risposta alla situazione critica che stanno vivendo i lavoratori licenziati in queste aziende. Porteremo i servizi sanitari e sociali verso i cittadini: pensiamo di creare case della salute, centri diurni, piccole case di ripose, case famiglie nei quartieri gestite da aziende e gruppi di lavoro, con la supervisione dell'amministrazione comunale. Questo potrebbe dare un'occupazione a chi ha perso il lavoro,  ai giovani, alle donne, agli immigrati e gli ex-detenuti".

 Casa. Aumenta il numero di sfratti e le persone che vivono in strada. Quali soluzioni proponete per rispondere alla esigenze delle persone in difficoltà economica, spesso in seguito alla perdita del lavoro?

"Il concetto principale è creare posti di lavoro per dare autonomia ai cittadini e le famiglie. Recupereremo lo sfitto e gli appartamenti vuoti. Potrebbe nascere una collaborazione con aziende che si occuperebbero di ristrutturare gli immobili che sarebbero poi assegnati alle persone in difficoltà. L'azienda dovrebbe fare da garante per gli inquilini a cui verrebbero assegnate le case. I bandi di concorso, poi, dovrebbero avere regole diverse per fa sì che non si creino situazione di ghettizzazione, come il caso di San Prospero dove negli alloggi popolari ci sono al 100% persone di una stessa etnia. Questo non favorisce l'integrazione.
 
Sicurezza. Alcuni quartieri della città vengono considerati a rischio microcriminalità ma spesso sono gli stessi che non offrono servizi e spazi di aggregazione. Quali sono le priorità del suo intervento in questo settore?

"La priorità è la prevenzione dei reati, che si otterrebbe rendendo vivibili i quartieri. Puntiamo sulla lotta alla criminalità organizzata, che si manifesta in alcuni quartieri di Parma, e alla criminalità migratoria, con un'attenta sorveglianza del territorio da parte sia delle forze dell'ordine che della Polizia Municipale e grazie all'attenzione degli stessi cittadini. Dovremo favorire l'integrazione e le condizioni delle famiglie. Sarà importante mandare via da Parma i clandestini che commettono reati e le persone che risiedono senza averne diritto sul territorio italiano".

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