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Elelzioni

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Elezioni, vince l'antipolitica: 15mila elettori in meno rispetto al 2007

Alla chiusura dei seggi hanno votato 91.780 parmigiani su 142.183 aventi diritto, pari al 64,55%. Il calo rispetto alle amministrative del 2007 è di 10 punti: allora votarono il 74,51% degli elettori

La voglia di cambiare, da cui nacque la protesta che costrinse il sindaco Pietro Vignali a dimettersi perché travolto dai guai giudiziari, non sta  spingendo i cittadini alle urne. A Parma l'affluenza definitiva è in forte calo rispetto alle precedenti amministrative. Appena il 64,55% contro il 74,51% del 2007. Nelle 203 sezioni che questa mattina hanno regolarmente aperto i battenti nella città ducale, alle 15 hanno votato 91.780 elettori rispetto ai 142.183 avanti diritto. Un crollo di 10 punti percentuali che, se confermato, potrebbe incidere sull'esito elettorale. Nel 2007, alla chiusura della domenica, gli elettori erano stati 106.629: circa 15mila in più di oggi.

In corsa per la successione al dimissionario Vignali, a cui sono poi succeduti due commissari, dieci candidati sindaco e venti liste. Tra i favoriti per il ballottaggio Vincenzo Bernazzoli, attuale presidente della Provincia, schierato dal Pd per tentare di riconquistare la città dopo 14 anni di centrodestra e dopo il debito di 600 milioni di euro creato dalla giunta Vignali. Dovrà fare i conti, tra gli altri, con l'ex sindaco Elvio Ubaldi, di nuovo in pista con il Terzo Polo.

Ma la vera incognita è la lista del Movimento 5 Stelle, e del suo candidato sindaco federico Pizzarotti, che potrebbe raccogliere il malcontento degli elettori rispetto alla politica tradizionale.

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