Caselli (Pd): "La primavera culturale di Parma parte dal Regio"

"Il nostro impegno sarà finalizzato ad eliminare gli sprechi di denaro pubblico, ad inaugurare una politica all’insegna della trasparenza e della sobrietà nella dirigenza del Teatro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Matteo Caselli, Candidato consigliere Comunale del Pd, interviene sul futuro del Teatro Regio di Parma.
"In questi giorni tanti Candidati Sindaco fanno un gran parlare di novità, di “nuova stagione” per Parma, come se nessuno avesse amministrato Parma (e male) in questi anni.

Noi, al contrario, riteniamo che sia ora di dire parole chiare, sostenibili economicamente ed impegnative per il futuro.

Se c’è un ambito in cui l’eredità del Centrodestra che ha governato Parma negli ultimi 14 anni è negativa, è proprio quello relativo la Cultura e uno dei suoi contenitori più importanti, il Teatro Regio. La stagione Ubaldiana-Vignaliana, nella massima istituzione culturale cittadina, ha prodotto, in estrema sintesi, una marea di debiti ( si stima fra i 6 e i 7 milioni di Euro), grazie ad una gestione manageriale errata e ad una poco oculata gestione delle risorse a disposizione; un Festival Verdi di cui tutti chiedono una profonda rivisitazione, oltre ad una stagione lirica ridotta all’osso; rapporti difficilissimi con i lavoratori (raramente si sono viste in Italia prese di posizione così dure delle maestranze contro i propri dirigenti) ; “isolazionismo” esasperato nei confronti sia delle altre realtà culturali cittadine sia delle altre strutture teatrali, non solo della regione, ma anche del resto del paese.

La nuova stagione che intendiamo aprire Parma partirà proprio da una netta inversione di rotta all’interno del nostro Teatro di Tradizione.

Sicuramente, il primo obiettivo da rispettare sono i limiti dettati dai vincoli di bilancio ,attraverso un utilizzo oculato delle risorse finanziarie che si hanno a disposizione: è finita l’era degli investimenti di soldi pubblici soltanto “promessi”.  Inoltre, la sobrietà dovrà essere la caratteristica principale della nuova epoca che intendiamo aprire, anche per quello che riguarda gli stipendi delle figure apicali della fondazione. Infine, l’utilizzo di gare e bandi per selezionare collaborazioni e collaboratori diverrà una regola: basta procedure senza evidenza pubblica.

E’ altrettanto importante aprire una seria riflessione sulla qualità dell’offerta artistica del Teatro; nonostante gli evidentissimi ritardi, è ancora possibile immaginare un calendario di celebrazioni per festeggiare il Bicentenario Verdiano. Compatibilmente con le risorse che si riusciranno a mettere a disposizione (riteniamo necessaria una legge nazionale ad hoc sulle manifestazioni, e non smetteremo di chiederla), l’occasione del Bicentenario sarà utile per ripensare insieme alla città le celebrazioni a Parma. Noi apriremo questa riflessione convolgendo la città e partendo da due capisaldi: il reinserimento del Regio all’interno del sistema culturale cittadino, anche per quello che riguarda Verdi, e la ricerca di serie partnership con altri Teatri del nostro paese. In questo modo intendiamo significare la fine di un “isolazionismo culturale”, tratto fondamentale in campo culturale della grandeur ubaldiana, che ha causato seri danni al nostro sistema produttivo culturale : ad esempio, ci riferiamo in particolar modo per quello che riguarda la stagione lirica, per la quale potremo lavorare ad una serie  di coproduzioni. Qiesto sforzo permetterebbe al nostro teatro di impiegare di più la più grande risorsa che ha disposizione: un capitale umano eccezionale, fatto di competenze e professionalità invidiato in tutt’Italia.

Se Vincenzo Bernazzoli, come auspichiamo, sarà eletto Sindaco, a lui e la sua Magggioranza spetterà dare una rappresentazione migliore della politica in campo culturale: il nostro impegno sarà finalizzato ad eliminare gli sprechi di denaro pubblico, ad inaugurare una politica all’insegna della trasparenza e della sobrietà nella dirigenza del Teatro, e a costruire un percorso di attento confronto con le maestranze del Teatro. Senza proclami ad effetto, ma con atti concreti, sostenibili e trasparenti, potremo risolvere i problemi aperti.

Questo è il nostro modo di intendere l’impegno amministrativo che ci attende: pensiamo che Parma, e il suo Teatro Regio,  così facendo, possano aprire un nuovo percorso".

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