Enrico Arillo (Pdci): "Università, Buzzi non ha idee, programma scadente"

Nota del candidato indipendete nelle liste dei Comunisti Italiani al Consiglio comunale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il candidato Sindaco del PDL è intervenuto sull'università e, come suo solito, invece di proporre validi progetti per il rilancio del polo parmigiano, ha solo saputo scagliarsi contro gli avversari politici. Questo sicuramente denota la sua mancanza di idee, un programma scadente e sicuramente la non conoscenza della problematica; ma d'altra parte cosa c'era da aspettarsi da un ex vicesindaco di un'amministrazione che, invece di partecipare ai consigli di amministrazione in prima persona, preferiva delegare un dipendente dell'Università, sindacalista e attivista del PDL, a rappresentarla? E' stata anche fatta un'interrogazione in Consiglio Comunale poiché questa nomina, oltre ad essere moralmente inqualificabile, fece saltare gli equilibri istituzionali all'interno del CdA. Naturalmente la risposta che ne seguì, come da copione, fu arrogante ed insoddisfacente. E' vero che il Sindaco non deve giocare a fare il Rettore, ma ha l'obbligo morale di colloquiare con l'Università e adoperarsi affinché vengano attuate tutte le politiche per il suo rilancio, lavorando a stretto contatto con il Rettore e il Consiglio di Amministrazione. Come dimostra il suo comunicato, il candidato Buzzi è arrivato ora, dopo 4 anni di governo cittadino dove nulla è stato fatto per il polo universitario, a chiedersi quali possano essere queste politiche, mentre noi già da tempo abbiamo trovato le risposte. Il ‘problema’ Università di Parma è complesso e va attuata una disamina approfondita con tutti gli interessati: studenti. professori e consiglio di amministrazione, partendo dall’importanza dell’Università come luogo di formazione culturale e sociale. Ricordo la "Città delle Scienze", progetto molto ambizioso e su cui l'ateneo parmigiano ha puntato molto, ma presto decaduto per "merito" dell'amministrazione Vignali-Buzzi. Una parte dei terreni su cui doveva nascere sono stati sottratti dall'amministrazione comunale precedente per costruire la Scuola Europea (e sono noti i relativi grossi problemi), mentre sui restanti lotti sono stati cambiati per due volte i coefficienti di edificabilità, rendendo impossibile il proseguimento del progetto e costringendo l'Università ad uscire dalla partecipata, vanificando tutti gli sforzi anche economici dell'ateneo. L’Università rappresenta una notevole ricchezza umana ed economica per una città come Parma, ricchezza che è di fondamentale importanza gestire nel modo giusto, creando servizi in appoggio alla sua crescita. In un recente incontro da me organizzato è intervenuto il Prof. Ugozzoli (membro del Consiglio di Amministrazione) che ha ribadito che “L’Università è un bene da salvaguardare per la città in cui essa è collocata, è una delle poche attività che nessuna multinazionale può acquistare e portarsi via, è proprietà del tessuto cittadino che la sostenta. Proprio per questa ragione dobbiamo pensare all’enorme patrimonio che rappresenta. Comune e Università insieme possono dar vita a progetti che permettano ad entrambi gli enti di avere profitto e oltre a ciò, permettano agli studenti di acquisire professionalità”. Per quanto riguarda gli studenti i problemi non possono essere solo ricondotti al mero costo del trasporto pubblico ma ben altre sono le esigenze che gli studenti stessi ci evidenziano: affitti troppo alti, spesso in ‘nero’; utenze domestiche più onerose per i non residenti; rete di trasporti insufficiente; mancanza di convenzioni e accordi con il commercio locale che assicuri sconti agli studenti; biblioteche con orari più elastici. Sono questi i reali problemi, ed è su queste problematiche che il centrosinistra  ed in particolare, noi del PdCI intendiamo adoperarci. A Parma sono iscritti circa 25.000 studenti, la maggior parte dei quali fuori sede, con un indotto (diretto ed indiretto) di circa 100 milioni di euro al mese diviso in affitti, trasporti, ristorazione e intrattenimento; è facile dunque capire come sia necessario che la Politica, in ambito sociale ed economico, riservi ampio spazio decisionale per un rapido rilancio del Polo Universitario parmigiano. Al fine di realizzare una stretta collaborazione tra Comune e Università, sono necessari anche passi concreti verso la costruzione di relazioni tra Università e aziende locali, per un rilancio a 360° dell’economia e solo un'amministrazione comunale con le idee chiare e con progetti concreti può riuscirci. Sempre il Candidato Buzzi deride qualunque proposta verso la ricerca ed il rapporto Comune-Università in questi ambiti, cosa che assolutamente non mi stupisce essendo lui un rappresentante del Partito in cui la Gelmini è riuscita a umiliare e poi distruggere l'Università pubblica e la ricerca, compiendo atti "criminali" e favorendo la fuga all'estero dei nostri studenti, laureati e dottorati. E' necessario non dimenticare che è dalla ricerca che nascono le nuove idee imprenditoriali che permettono ad una città e ad uno Stato di creare le proprie eccellenze e questo è reso possibile solo tramite una stretta sinergia tra Amministrazione Comunale e Università. Infine vorrei ricordare al Candidato Buzzi il significato del termine “demagogia”: trattasi di un termine di origine greca (composto da demos, "popolo", e agein, "trascinare") che indica un comportamento politico che attraverso false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore. Spesso il demagogo fa leva su sentimenti irrazionali e bisogni sociali latenti, alimentando la paura o l'odio nei confronti dell'avversario politico o di minoranze utilizzate come "capro espiatorio". Ai cittadini spetterà capire se intrisi di demagogia sono gli attacchi senza proposte di Buzzi o le risposte concrete sull'Università proposte da noi.
 

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