Camattini (Pd): incontro su cultura e beni comuni

Nota del candidato al Consiglio comunale sulla giornata di venerdì 27 aprile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Venerdì 27 Aprile alle ore 18,00 presso il caffé Letterario si terrà una discussione in forma partecipata su Cultura e Beni Comuni: cose da fare e da non-fare a Parma. Faciliterà la discussione Vincenza Pellegrino (sociologa dell’Università di Parma). “L’obiettivo della serata è formulare proposte concrete per la città di Parma in ordine al tema della Cultura e dei Beni Comuni, aprendo una discussione “circolare” a partire da brevi spunti di video interviste realizzate a persone significative nel campo della Cultura nella nostra città. Con i loro contributi inizieranno una discussione virtuale le cui fila verranno tirate dai presenti”, spiega l'organizzatore della serata Francesco Camattini, insegnante, cantautore e autore teatrale e ora candidato consigliere indipendente del PD.

Continua Camattini: “i cittadini devono ricominciare a immaginare un loro spazio pubblico, uno spazio collettivo, costruito dal basso: nell’epoca d’oro della democrazia, Pericle chiedeva che i cittadini dividessero il loro tempo equamente, tra affari privati e cosa pubblica. Oggi il novanta per cento del nostro tempo è  “privato”, mentre il dieci per cento che resta viene impiegato da molti a biasimare i politici di professione. Posso capirli, ma nel circolo degli accusatori la democrazia soffre e l’accusa logora sopratutto la fiducia, la vera moneta di scambio che dovrebbe tenere insieme la polis e che dovremmo tentare di ri-mettere in circolo. Personalmente in un futuro che non c’è ancora -ma spero costruiremo - auspico un cambiamento radicale nelle relazioni della polis: non più relazioni gerarchiche o contrassegnate dal potere, ma orizzontali, di collaborazione, fiducia e non competitive. Anche la Cultura e i Beni Comuni dovranno essere amministrati secondo una logica di partecipazione che tende a includere e a far crescere e non a “privare” (o privatizzare) quindi a togliere e a escludere.” 

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