Ghiretti: “Il brand Parma per una nuova primavera economica della città”

Il candidato sindaco di Parma Unita illustra le sue proposte per il rilancio dell’economia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

“Il rilancio dell’economia sarà una priorità del prossimo sindaco. C’è un brand, quello di Parma, che oggi vale più dell’oro per uscire da questa terribile crisi. E’ finita l’era della finanza creativa, irresponsabile, del profitto veloce ed effimero: dobbiamo riscoprire il valore dei prodotti, dei marchi di cui Parma è ricca e che rappresentano un saper fare, un’eccellenza, la tradizione. Parma è il brand che esprime più di ogni altro certezza di qualità, cultura della terra, tradizione che guarda al futuro. Il suo valore è ineguagliabile: il brand Parma rappresenta le fondamenta di una nuova primavera economica della città”.

Roberto Ghiretti illustra la sua ricetta per uscire dalla crisi, sottolineando il ruolo fondamentale che può avere il Comune a sostegno dell’imprenditoria: “Fare rete non è più uno slogan o un buon modello di marketing, ma una vera necessità. Dobbiamo creare una rete di sinergie tra istituzioni, imprese, artigiani, fondazioni, associazioni e credito, Efsa, aeroporto e fiere, Camera di Commercio e Università, che metta al primo posto la crescita complessiva del territorio, non gli interessi particolari, le posizioni di forza”.

Il Comune deve però, nel suo ruolo di indirizzo, cambiare approccio: “Nessuno, in questa rete, deve mettersi in cattedra – sottolinea Ghiretti -; tantomeno il Comune, che non deve pretendere, come ha fatto negli ultimi 15 anni, di fare l’imprenditore al posto delle imprese. Deve avere un ruolo di supporto, di agevolatore. Come? Percorrendo due strade in parallelo. La prima è pagare i creditori, risanare il debito, concludere le opere necessarie, mettere in sicurezza il sistema delle partecipate, abbassare la pressione fiscale per persone e imprese. Poi c’è la seconda fase, quella di una decisiva sburocratizzazione delle impellenze a carico degli imprenditori, un ascolto diffuso e quotidiano, risposte celeri e chiare”.
 
Fondamentale è aiutare le piccole imprese: “Rappresentano un tessuto economico straordinario che, complessivamente, conta migliaia di lavoratori e milioni di fatturato. Per questo noi solleveremo le nuove imprese dal pagamento delle tasse locali, rivedremo la tariffa sui rifiuti che oggi strozza alcune attività con fatture da migliaia di euro, elimineremo dai bandi pubblici clausole penalizzanti e sottoscriveremo un accordo, come accaduto in passato, per assicurare liquidità alle imprese che vantano crediti nei confronti del Comune, attraverso la cessione dei crediti a favore delle banche. Tutte cose realizzabili. Si dovrà aiutare anche l’agricoltura: oltre che fungere da supporto nello snellimento degli adempimenti burocratici, l’amministrazione deve agevolare la promozione dei loro prodotti, che rappresentano le nostre eccellenze”.

Oltre alle azioni concrete, “va ritrovato l’orgoglio della nostra identità – conclude Ghiretti – e della nostra storia di territorio produttivo e industrioso. Noi siamo un pezzo dell’Italia che sa fare, che sa inventare, che sa creare. E che saprà ripartire”.

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