Giuseppe La Pietra (Parma che cambia): "Sicurezza partecipata"

Comunicato sulla sicurezza partecipata in risposta a Bocchi (La Destra), Buzzi (PdL) e Zorandi (Lega Nord).

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Si percepisce come nell’attuale condizione di crisi economica anche gli atteggiamenti anti legali e di trasgressione sociale siano aumentati, diffondendosi in fasce di cittadinanza che destano molta preoccupazione e di fronte ai quali un atteggiamento soltanto repressivo non aiuta a contenerne il dilagare. E’ certo come gli operatori dell’ ordine pubblico (forze di polizia o i vigili urbani), che rappresentano un’esigenza a tutela di tutti svolgendo il loro ruolo insostituibile di sorveglianza mirata per la sicurezza dei cittadini e del patrimonio, puntino al contenimento dei reati che spesso dovrebbero essere affrontati con interventi non solo di ordine pubblico ma di recupero sociale. Cioè, le persone si incontrano e i problemi si affrontano: questo avviene con il coinvolgimento del volontariato in collaborazione con le Istituzioni. Intendo dire che la sorveglianza del territorio attraverso le telecamere o altri presidi con la costante vigilanza delle Forze dell’ordine sono un sistema di controllo utile e necessario ma, com’è dimostrato da alcune iniziative dell’amministrazione precedente, ad esempio la fallimentare ed inefficace Carta di Parma, non assolutamente sufficienti a salvaguardare la cittadinanza. L’aumento di mezzi tecnologici e di risorse umane può, a mio parere, essere solo uno strumento per aumentare la sicurezza, ma è fondamentale operare soprattutto sulla scelta di comportamenti preventivi, progetti educativi, affrontando all’origine i problemi delle persone che trasgrediscono le regole comuni. Nessun reato deve restare impunito ma nessun elemento di prevenzione, di sostegno, di educazione e di cura sociale va trascurato per evitare che l’intervento repressivo sia sempre l’unico mezzo disponibile secondo una visione di destra. Dobbiamo quindi agire contro le povertà, su nuovi modelli di accoglienza per gli immigrati e sull’attenzione ai nostri concittadini che manifestano malessere, sulle sacche di sofferenza per mancanza di risorse economiche e di servizi alla persona; per chi deve trasformare il reato in un percorso di emancipazione. Fermo restando, quindi, l’obbligo per tutti di rispettare le leggi per la tutela dell’incolumità delle persone e del patrimonio pubblico e personale, con la difesa di questi principi, attraverso l’applicazione delle leggi e delle disposizioni comunali, dev’essere - a mio parere – prioritaria la continua ricerca di rafforzare le risposte sociali con investimenti finalizzati alla soluzione dei gravi problemi della sopravvivenza. Tale scelta può rappresentare sia la capacità di saper interpretare la realtà multiforme e complessa che abitiamo perf tradurla in benessere collettivo nel rispetto del vivere in comune, sia un’educazione alla legalità.
 

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