Iotti (Pd): "Stu Pasubio, allarme rosso. Bilancio rinviato al 30 giugno"

La scelta assunta dal Cda per calcolare esattamente la perdita patrimoniale. Il cantiere è bloccato e i fornitori temono il peggio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

“Stu Pasubio è la pietra angolare dell’edificio pericolante e indebitato messo in piedi dal centrodestra. Oggi la notizia è che Stu Pasubio non è in grado di presentare un bilancio consuntivo per il 2011, né di garantire la continuità aziendale”.

Lo rivela Massimo Iotti, candidato del Pd al Consiglio comunale.

“Il bilancio è stato rinviato a fine giugno, per calcolare esattamente la perdita patrimoniale, con inevitabile passività nell’esercizio 2011 – spiega Iotti –. Una scelta inevitabile, presa dal presidente del Cda, per cercare di chiarire la situazione in atto.

I lavori in corso, relativi alle opere di urbanizzazione, sono ormai interrotti senza che se ne possa intravedere la fine e, ovviamente, senza che gli immobili realizzati dalla Stu siano vendibili”.

Costi di realizzazione folli
Iotti precisa che “che il fermo cantiere costerà ancora tanto in successive manutenzioni a locali vuoti ma praticamente finiti. Stiamo parlando di un fallimento nato da una società che non è altro che un intervento speculativo mal pensato e gestito, portato avanti con costi di realizzazione folli, soluzioni progettuali completamente inadatte al contesto e prive di fattibilità.

Soluzioni che hanno comportato un prezzo di vendita di 3.850 €/mq (per il residenziale) e di 4.000 €/mq per il commerciale. Prezzi assurdi in una zona dove si toccano a stento i 2.500 €/mq. Senza contare la crisi attuale del mercato edilizio. Insomma, siamo alle prese con un autentico disastro economico e finanziario”.

Quando Buzzi e Broglia dicevano: è tutto ok
Ora l’inevitabile svalorizzazione “rischia di presentare conti assolutamente fuori controllo, alla faccia di chi, a cominciare dai Pdl Paolo Buzzi e Gianluca Broglia, parlando di partecipate fantasticavano sulla risorsa di un ingente patrimonio “nella pancia” delle stesse.

Debiti a quota 74 milioni
L’indebitamento complessivo, già di 74 milioni di euro a fine 2010, sicuramente è destinato a crescere ancora, e di molto.
“La vendita di immobili allo stato attuale non è avvenuta – continua Iotti –, nessuno abita nello ‘spazio perfetto’ , the perfect space, come recita una poco fortunata pubblicità pagata, pure quella, a caro prezzo. Allo stesso modo vanno evitate ‘svendite sospette’, sottocosto: in questo contesto occorrono trasparenza e regole al di sopra di ogni sospetto, per gestire l’attuale e ancora poco chiara commistione pubblico-privata in atto”.

Ubaldi, inventore di Stu Pasubio
“È impossibile ad oggi avere certezze – commenta Iotti –, se non quella di un buco nero che pesa come un macigno su chi ha pensato e creato la Stu Pasubio. Chi era costui? Torniamo al punto di partenza: il candidato Elvio Ubaldi e con lui il suo vicesindaco Paolo Buzzi, il personaggio che in questi anni ha sempre nascosto la verità, dichiarando cose che oggi appaiono per quello che sono: balle”.

Il Comune ridotto a speculatore immobiliare
“La figura del Comune-imprenditore che opera nel libero mercato immobiliare con operazioni ad alto rischio finanziario – ruolo posto alla base della missione di Stu Pasubio –, è la peggiore immagine che il centrodestra ha dato a Parma ed ai suoi cittadini: Stu Pasubio è un’operazione che rischia di portare al fallimento i conti comunali. Una debacle finanziaria che nessun serio imprenditore avrebbe mai pensato o portato avanti.

Allora, trascorsi 7 mesi dalla farsesca inaugurazione da parte di un sindaco dimesso e con tutto lo stato maggiore Pdl a rimorchio, getta sconforto vedere i lavori ancora non finito del primo stralcio di interventi programmati – conclude Iotti –. I cancelli dell’area sono chiusi e fornitori e tecnici temono il peggio”.

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