Lorenza Dodi (Pd): "Debito e responsabilità politiche"

"La Città ha diritto di non pagare per tutto questo, per le colpe dei 13 anni del centrodestra civico-polistica. A questo fine, bisognerà coniugare risanamento e rilancio, riorganizzazione e innovazione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

I dati del disastro economico-finanziario questa volta sono stati forniti dal Commissario: sono falsi anche questi? Magari!
Purtroppo, non è così, con buona pace di chi irresponsabilmente continua ad arroccarsi su questa linea, con la quale ha regalato a Parma il disastro certificato dal Commissario: mi riferisco, in particolare alle ultime dichiarazioni di esponenti della passata amministrazione.
Il problema è che la retorica berlusconiana non annulla né i dati, né il significato politico degli stessi.
Quanto ai primi, sono chiari: (a) un indebitamento enorme di Comune e Società partecipate, che ha costretto a portare al massimo la tassazione IMU e IRPEF; (b) una gestione “allegra” del denaro pubblico, che ha richiesto una revisione della spesa del personale, dei costi di funzionamento e un contenimento delle spese per utenze (viene in mente la questione dei telefonini e delle linee internet finita in Tribunale!); (c) un’impropria destinazione delle entrate destinate agli investimenti (ad es., oneri di urbanizzazione) per coprire la spesa corrente, per di più superflua; (d) la necessità di un “fondo rischi” per € 45 milioni forse nemmeno sufficiente per mettere il Comune nella condizione di poter sopportare gli oneri delle inadempienze e delle cause, generate dall’Amministrazione dimissionata. E, in più, i debiti fuori bilancio ed i fornitori ancora in attesa: un  vero disastro!
Giudizio elettoralistico e di parte?
 La risposta viene dalle stesse parole del Commissario, quando denunzia “opere pubbliche avviate e non terminate” e “opere affidate ma con scarsi finanziamenti”, quando rende visibile un metodo di governo, che, in nome del mito della propaganda e della politica dell’annuncio, ha calpestato ogni regola di buona amministrazione, portando la Città a questa grave crisi.
La Città ha diritto di non pagare per tutto questo, per le colpe dei 13 anni del centrodestra civico-polistica.
A questo fine, bisognerà coniugare risanamento e rilancio, riorganizzazione e innovazione. Il che richiede una strategia politica, che presuppone idee e visioni radicalmente opposte e proposte coerenti in rottura netta con il passato:  Vincenzo Bernazzoli le ha.

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