Dodi (Pd): "La città coinvolga i giovani"

La nota della candidata al Consiglio Comunale per il Pd

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

In questi giorni sono stati pubblicati diversi articoli che riguardano i giovani e i giovanissimi, molto spesso con accezioni negative perché rei di azioni di bullismo, perché protagonisti di risse, perché al centro della preoccupazione degli adulti per l’esclusione dal mercato del lavoro. I dati Istat ci forniscono numeri che lasciano senza parole in merito alla percentuale di disoccupati, in particolare giovani donne, che ci mettono di fronte alla responsabilità di uscire da una condizione che può generare grande disorientamento in persone in formazione e alla ricerca del proprio posto nella società. La sensazione è che i giovani e i giovanissimi siano lasciati soli, al proprio destino, sia nel perseguire comportamenti distruttivi sia nella difficoltà ad uscire da una condizione che li inchioda a rimanere fermi: senza lavoro, senza casa, senza futuro. Recentemente in una trasmissione televisiva una ragazza ha chiesto ad alcuni politici di dare una risposta su come risolvere il problema della disoccupazione, attivando una valanga di risposte alcune mirate altre generiche. Il tema è complesso e penso che più che inseguire verità, che son sempre di parte, si debbano mettere in campo ipotesi di soluzione, possibilità da sperimentare, anche a livello cittadino, cominciando dal conoscere ciò di cui si parla e dal confrontarsi a più voci sul tema. Penso sia necessario un cambio di prospettiva che consideri il giovane non come problema o come oggetto di intervento. Un’amministrazione lungimirante dovrebbe includere i giovani nei luoghi e nei processi decisionali per costruire insieme interventi seri e sensati. Ritengo che l’Amministrazione Comunale, in un quadro di risorse sempre più scarse, debba individuare delle priorità e definire interventi di prospettiva a lungo termine e che non si esauriscano in sé.
Ad esempio per i più giovani si dovrebbero potenziare i luoghi già esistenti, la scuola come prima e ineludibile scelta, a cui si dovrà riconoscere il ruolo fondante di centro educativo e formativo per e della persona così come della comunità. Si dovranno includere e potenziare anche i luoghi presenti in diversi quartieri e dedicati all’extra-scuola in cui è possibile sperimentare esperienze, competenze e capacità trasversali in contesti tutelati da professionalità altamente specializzate: sport, ballo, gioco, teatro, arte, utilizzo differente dei nuovi mezzi tecnologici, aggregazione, socializzazione. Per i giovani alle prese con i problemi di lavoro, casa, famiglia ritengo utile investire su alcuni strumenti indispensabili: informazione ed valorizzazione del loro potenziale innovativo. E’ paradossale il fatto che nonostante si sia bombardati da notizie di ogni genere, trovare le informazioni essenziali può essere un problema e risultare un deficit di partenza. Investire sui giovani vuole dire, inoltre, investire sulla loro capacità di sperimentare nuove strade. E’ la storia che ci ricorda che le invenzioni più strategiche che hanno cambiato il corso degli eventi sono state promosse dai giovani: un esempio su tutti lo sviluppo tecnologico e l’invenzione dei social network (che per alcuni studiosi sono alla base di una vera rivoluzione culturale in atto). Includere i giovani e pensarli capaci di inventare significa considerarli soggetti fondamentali, per uscire dalla crisi e che come ci ricordano gli esperti, si attenuerà solo se saremo in grado di garantire qualità, formazione, conoscenza ed innovazione.
In questo contesto ritengo vada affermato con forza anche il ruolo dell’adulto, non dell’adulto che rimane indifferente perché occupato a risolvere i propri problemi. Di alcuni giorni fa la notizia di come, anche a Parma, i minorenni possano acquistare alcolici nei supermercati ed è noto come, oltre alle sostanze, stiano crescendo nuove dipendenze quali il gioco d’azzardo, le scommesse clandestine e l’abuso di gratta e vinci. Per chi gestisce queste attività (adulti) i ragazzi sono consumatori, non destinatari di protezione, tutela o allontanamento da comportamenti sbagliati. Dalla partita nessuno si può tirare indietro: i genitori ma anche i soggetti del processo produttivo, gli imprenditori che educano gli apprendisti, i commercianti che vendono, gli insegnanti e gli educatori, insomma tutti. Fra tutte queste realtà va creato un circolo virtuoso in cui il Comune dovrà esercitare un ruolo di collegamento, teso a creare legami e costruire una rete di relazioni che si ponga come obiettivo la definizione di un nuovo modello di crescita comune. Ritengo che i giovani di Parma debbano essere chiamati a dare il proprio contributo al tentativo di risolvere i problemi in una prospettiva che faccia prevalere l’ottimismo della volontà e sia proiettata a gestire attivamente l’attuale difficile condizione per superarla e non restarne vittima. Questo approccio è fondamentale perché il contesto attuale genera oggettive insicurezze che possono scoraggiare i giovani e spingerli verso atteggiamenti passivi e rinunciatari. Creare condizioni non illusorie ma realistiche nelle quali i giovani non si sentano abbandonati a loro stessi ed ai loro problemi è essenziale ed è fondamentale che la città crei le condizioni e li supporti nel difficile compito di costruire il futuro.

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