Parma Bene Comune e PRC: "Quale futuro per la Tep?"

Parma Bene Comune e il Partito di Rifondazione Comunista (PRC), chiedono la riassegnazione a TEP del servizio di trasporto pubblico con affidamento diretto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

La RSU Aziendale di TEP S.p.A. unitamente alle segreterie provinciali di categoria Cgil, Cisl, Uil e Faisa sollecitano l’apertura di un dibattito pubblico sul futuro di TEP.

«La richiesta delle Organizzazioni sindacali testimonia, ancora una volta – afferma Roberta Roberti, candidata sindaco di Parma Bene Comune e PRCsenso di responsabilità e stretto legame dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali alla Azienda che, nel tempo, hanno concorso a far crescere. Purtroppo, minore disponibilità alla ricerca di collaborazioni per il futuro della TEP è venuta dalla proprietà della Società, cioè il Comune e la Provincia, che mai hanno saputo o voluto ascoltare le proposte avanzate sia dai lavoratori dipendenti che in sede di Consiglio comunale».

La irremovibile decisione dei Soci di procedere alla cessione a soggetti privati del 49% di TEP, nella particolare situazione del Paese, non ha attratto l’interesse dei privati nonostante il riconosciuto alto livello di competitività dell’Azienda. TEP infatti dispone di una buona dotazione di mezzi di trasporto, solidità finanziaria e riconosciuta professionalità delle proprie maestranze. La gara pubblica non era la scelta obbligata. Proposte di alternative possibili non sono mancate ma sono state pregiudizialmente escluse.

Quale futuro per TEP dopo l’esito negativo della gara pubblica per la cessione del 49% della Società? Tre sembrano le ipotesi possibili: rinnovare la gara, associarsi con altra/e società del settore, affidamento del servizio mediante procedura negoziata diretta.

«Premessa irrinunciabile alla decisione da prendere non può che essere l’obiettivo della crescita di TEP per lo sviluppo del servizio di trasporto pubblico al fine di garantire una corretta politica di mobilità e di progressivo contenimento dell’inquinamento. Rinnovare la gara comporterebbe la ridefinizione al ribasso dei valori di TEP. Ipotesi assolutamente improponibile: TEP non può essere svenduta», afferma la Roberti. «La eventuale tardiva fusione in SETA [Società Emiliana Trasporti Autofiloviari] difficilmente attribuirebbe a TEP, azienda leader del settore, quel ruolo di primo attore che le è riconosciuto a livello nazionale e aprirebbe la partita di difficile se non di impossibile soluzione del dislocamento fuori sede di parte del personale dipendente. Ipotesi assolutamente da scongiurare. La migliore scelta da operare – conclude Roberta Roberti – non può che essere quella dell’affidamento a TEP del servizio che da sempre svolge mediante procedura negoziata diretta; così come previsto dal Codice degli Appalti, qualora in esito dell’esperimento di una procedura aperta o ristretta, non sia stata presentata nessuna offerta».

Nell’esprimere la solidarietà ai lavoratori di TEP impegnati in difesa della “loro” azienda, si invitano Comune e Provincia ad affidare a TEP la gestione del servizio di trasporto pubblico nei termini di legge, in modo assicurare continuità e sviluppo all’ormai unica e sana azienda pubblica del nostro territorio.

I più letti
Torna su
ParmaToday è in caricamento