Le nostre interviste - Roberti (PBC): "Garantire spazi pubblici di socialità"

Le elezioni si avvicinano, le campagne elettorali proseguono: quinta puntata delle 'interrogazioni' ai dieci candidati sindaco: 5 domande su alcune questioni sentite dai cittadini e dai nostri lettori

Roberta Roberti, candidata sindaco per Parma Bene Comune

priamo bocchi la destra intervista - ParmaToday
Quinta puntata delle nostre 'interrogazioni' ai dieci candidati sindaco, in corsa per le elezioni comunali del 6 e 7 maggio. Dopo Liliana Spaggiari del Pcl, Andrea Zorandi della Lega Nord e Federico Pizzarotti del Movimento 5 Stelle e Priamo Bocchi de La Destra oggi è il turno di Roberta Roberti, candidata sindaco per Parma Bene Comune. E' sostenuta anche da Rifondazione Comunista. Ha 47 anni e di mestiere fa l'insegnante.


 L'anno scorso Parma è stata al centro dello scandalo corruzione: l'immagine da città europea si è scalfita in seguito alle inchieste sulla tangentopoli parmigiana. Due punti su cui si basa la sua ricetta

"Il rapporto tra cittadini e la politica deve cambiare radicalmente, ci deve essere la possibilità concreta per i cittadini di partecipare e sapere che quello che danno come contributo al confronto verrà preso seriamente in considerazione dall'Amministrazione. A questo proposito abbiamo previsto una forma di dibattito pubblico, come quella che c'è in Francia, per le decisioni sulle grandi opere o fatte scelte che incidano sulla vita dei cittadini e sulle loro tasche. Abbiamo proposto il referendum propositivo, oltre che abrogativo, senza quorum, vincolante per l'amministrazione. Ci sarà un assessorato alla partecipazione e ai beni comuni che speriamo possa combattere sia la mancanza di partecipazione, sia aiutare a contrastare il fenomeno della corruzione. C'è stato un tracollo non solo finanziario ma anche etico. E' necessario fare rispettare tutte le leggi sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione, modificheremo anche lo statuto in questo senso".    

 Secondo recenti stime il debito del Comune di Parma ammonterebbe a circa 460 milioni di euro: le manovre del commissario Ciclosi per risanarlo non sono piaciute a molti. Le tasse aumenteranno. Quali misure prenderà se sarà eletto?

"E' prioritario in un momento di crisi non solo locale, cercare di portare sollievo da una serie di incombenze fiscali i cittadini delle fasce più disagiate. A questo proposito interventi sull'addizionale Irpef e ribasso dell'Imu che è alla fascia massima. Speriamo che questi interventi possano incidere positivamente anche per le famiglie che devono pagare un mutuo. Purtroppo ci sono moltissime persone che si sono impegnate nell'acquisto della casa e ora a questi mutui si aggiunge l'Imu, che sarà molto pesante per i cittadini. Vorremmo far diventare la Tarsu a tariffazione puntuale: chi si comporta virtuosamente paga meno per invogliare i cittadini a fare la raccolta differenziata. Per finanziare gli interventi dobbiamo verificare se una parte di questo debito possa essere dichiarato irricevibile, quindi possa essere non pagato. Ci sono state delle responsabilità precise: devono essere fatte azioni di responsabilità e verificare se ci sono state azioni illegittime. Interverremo riducendo le consulenze esterne, valorizzando le energie interne al Comune".

 Il settore produttivo del territorio è al collasso: molte aziende licenziano e chiudono: dalla Intercast  alla Cft, i lavoratori si ritrovano spesso senza alternativa, soprattutto nella fascia tra i 40 e i 50 anni: quali misure concrete metterà in campo per risolvere la situazione?

"Pensiamo allo stanziamento di borse lavoro per l'inserimento lavorativo, che sono state tagliate. E' meglio usare questi strumenti prima che la situazione diventi difficoltosa: in questo modo si potrebbe ridurre il numero delle famiglie che andrebbero aiutate quando sono orami in una situazione di indigenza. Per la Cft il Comune può farsi da interlocutore con le aziende, anche perchè la maggioranza delle situazioni è causata da delocalizzazioni ed esternalizzazioni. Pensiamo e lo faremo senz'altro di proibire che i terreni e gli immobili dove sorgono questi stabilimenti possano cambiare destinazione d'uso. In questo modo si eiminerebbe uno dei principali dei motivi per i quali le aziende decidono di andarsene da un territorio. Puntano infatti alla speculazione edilizia, costruendo per esempio immobili".

 Casa. Aumenta il numero di sfratti e le persone che vivono in strada. Quali soluzione proponete per rispondere alla esigenze delle persone in difficoltà economica, spesso in seguito alla perdita del lavoro?

"Abbiamo intenzione di rivedere tutto il capitolo che riguarda l'edilizia residenziale pubblica, che può avere diverse soluzioni. Quelle trovate in passato non sono quelle ottimali. Le case che sono state costruite mantengono delle valutazioni che sono inaccessibili per le persone bisognose, Non esistono, se non in numero bassissimo, le case destinate all'edilizia popolare. Devono essere trovate nuove modalità per andare incontro alle esigenze di chi ha difficoltà ad accedere a una casa. Proporremo il co-housing, un sistema diffuso in Nord Europa, secondo noi potrebbe funzionare bene sulla ristrutturazione di edifici già esistenti. Il Comune sarebbe garante di una ristrutturazione collettiva di interi palazzi. Un'altra possibilità è incentivare i privati che affittano gli appartamenti che hanno sfitti, anche con tutti gli appartamenti nuovi che sono stati costruiti e non sono abitati".

 Sicurezza. Alcuni quartieri della città vengono considerati a rischio microcriminalità ma spesso sono gli stessi che non offrono servizi e spazi di aggregazione. Quali sono le priorità del suo intervento in questo settore?

"Le priorità sono gli spazi aggregativi. Quasi tutti i quartieri sono privi di spazi aggregativi pubblici, collettivi: gli spazi per il tempo libero sono stati totalmente privatizzati. Il tempo libero e il divertimento sono stati un business. Il Comune ha il dovere di garantire spazi pubblici di socialità per favorire un incontro tra generazioni e tra culture. Immaginare una città diversa da quella della Carta di Parma, dei gabbiotti dei vigili e delle telecamere. Il problema c'è in certe zone: i commercianti hanno paura. Non è demonizzando gli stranieri che si risolve il problema".

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