Roberti (Pbc): "Gli anziani valore della nostra società"

Dichiarazione della candidata sindaco di Parma Bene Comune

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Sul tema degli anziani, della centralità del loro ruolo nella nostra società, e del rispetto dei loro diritti, si è recentemente espressa la candidata sindaco di Parma Bene Comune Roberta ROBERTI.

«Crediamo che l’ottica da cui partire sia quella della domiciliari età », ha affermato la Roberti, «restare per quanto possibile nella propria casa, mantenere le proprie abitudini negli spazi familiari è il primo diritto di ogni anziano.

Per l’assistenza agli anziani, è necessario dare valore e priorità ai servizi che favoriscono e tutelano le relazioni personali, familiari e di vicinato e che quindi si realizzano in prossimità dell’abitazione, al fine di preservare il più possibile abitudini, relazioni, affetti e sicurezze.

Il Comune – puntualizza la Roberti – deve rivestire un ruolo centrale e riprendere le sue funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo della formazione del personale e delle sue condizioni di lavoro, nell’ottica di una progressiva reinternalizzazione dei servizi alla persona.

Va istituito un patto con familiari, operatori e associazioni di volontariato, anche sperimentando forme di affidamento personale in caso di assenza di familiari, per far restare gli anziani il più possibile nella propria casa e garantire loro un ruolo nella comunità.

Pensiamo ad esperienze di reciprocità e scambi intergenerazionali (anziani che ospitano studenti in cambio di compagnia e piccoli servizi); mutuo aiuto tra anziani autosufficienti e anziani in difficoltà (per stare in compagnia o fare la spesa o piccole commissioni); forme di portineria solidale. Si tratta di sostenere tutti quei soggetti (associazioni, comitati, ecc.) che già stanno impegnando le persone anziane in ruoli di servizio, solidarietà e scambio.

Per gli anziani non autosufficienti e bisognosi di un’assistenza continuativa – conclude Roberta Roberti – è indispensabile realizzare un protocollo d’intesa con le strutture protette e un patto con le famiglie degli ospiti, al fine di migliorare la qualità del servizio offerto e superare le attuali difficoltà, grazie a strutture di piccole dimensioni, con assistenza personale e infermieristica continuativa, ma in una condizione relazionale significativa ed in rapporto diretto con l’ambiente circostante.

Infine, prima di progettare la costruzione di nuove Case Protette nella città, sarebbe indispensabile verificare l’entità reale della popolazione anziana suddivisa nei vari quartieri, e programmare di conseguenza la collocazione delle strutture in modo adeguato».
 

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