Simone Rossi (Parma che cambia): "Sono tre volte coerente"

Simone Rossi, candidato per il consiglio comunale della lista civica "Parma che Cambia" promossa da Sel, i Verdi e il Comitato civico iMille, risponde alle critiche di incoerenza per il suo sostegno a Bernazzoli

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Leggo le lettere interessate di taluni che scrivono: “Simone Rossi, non sei coerente: sei contro l’inceneritore e ti sei candidato in una lista collegata a Bernazzoli (ndr Parma che Cambia), ovvero colui che ha voluto l’inceneritore”.
La mia decisione di candidarmi consigliere per il centrosinistra penso sia tre volte coerente con il mio pur breve percorso politico.
Per poter partecipare alle primarie, al pari di tutti gli altri candidati, ho sottoscritto un impegno a sostenere il vincitore dalla competizione interna. Il mio appoggio a Bernazzoli è quindi coerente (ma vorrei dire dovuto) con gli obblighi assunti e con lo spirito stesso delle primarie. E’ bizzarro che chi si fa paladino della coerenza altrui poi inviti a disattendere gli impegni scritti… E’ una logica strana, ma in campagna elettorale ci sta di tutto, ci mancherebbe!
“Beh, allora almeno avresti potuto evitare di candidarti per il consiglio comunale!”, mi si obietta. L’ipotesi di non candidarmi l’ho presa in considerazione, ma così  facendo avrei disatteso le finalità per le quali decisi di candidarmi alle primarie: come ho dichiarato fin dall’inizio mi sono messo in gioco perché non volevo più delegare a nessuno le mie idee. Candidarmi oggi per il consiglio comunale è quindi la conseguenza della mia partecipazione alle primarie.
“Ma come fai ad appoggiare Bernazzoli, che vuole l’inceneritore e tu sei sempre stato contrario?” è l’ultima obiezione. Anche qui sarò coerente e, qualora fossi eletto in consiglio comunale, come abbiamo dichiarato io e la lista nella quale sono candidato, mi batterò per chiudere l’inceneritore rendendolo inutile e diseconomico, tramite una raccolta differenziata spinta al 70% che non permetterà all’impianto di essere alimentato. E’ questo l’unica possibilità concreta per spegnere l’impianto: l’alternativa sono le frasi e le promesse da due soldi per qualche credulone prive, stante lo stato dei fatti, di qualsiasi sostenibilità pratica.
Se si è fuori dalle istituzioni, e per certi versi fuori dalla maggioranza, oggi come oggi si può fare ben poco. Vorrei dire nulla. Solo delle chiacchiere, per chi ci crede.
 
Simone Rossi
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