Primarie del Pd per le elezioni, il documento firmato da Pagliari e Dodi: "Una Regione a misura di cittadino"

Elezioni Regionali e dibattito interno al Pd per le Primarie. Ecco il documento aperto firmato da alcuni esponenti del Pd, tra i quali Giorgio Pagliari e Lorenza Dodi

Elezioni Regionali e dibattito interno al Pd per le Primarie. Ecco il documento aperto firmato da alcuni esponenti del Pd, tra i quali Giorgio Pagliari e Lorenza Dodi. I firmatari: Pietro Baga, Luigi Buriola, Margherita Cavalieri, Giuseppe Esposito Crialesi, Lorenza Dodi, Secondo Gola, Lucia Mirti, Giuseppe Negri, Giorgio Pagliari, Franco Torreggiani, Francesco Zanaga. 

IL DOCUMENTO. Alla vigilia dell’ importante scadenza elettorale per il rinnovo dell'Assemblea legislativa regionale, riteniamo opportuno intervenire per sollecitare la discussione su alcuni temi che riteniamo strategici per il futuro della nostra Regione. Crediamo sia giunto il momento di interrogarci in merito a che idea di Regione abbiamo, quale progetto di lungo respiro immaginiamo e vogliamo costruire per i cittadini Emiliano – Romagnoli. E’ indispensabile iniziare ad introdurre nella discussione idee sui contenuti e sulle modalità con cui si intende realizzarli, per creare quel sano confronto democratico che trasformi lo scontro di singole personalità nella costruzione dialettica di un progetto. Il PD abbandoni i tatticismi, i cittadini dell’Emilia Romagna meritano chiarezza nel metodo e nella proposta. E’ incontestabile che il mondo, soprattutto dopo le crisi economiche del 2008 del 2011, non e' più lo stesso, e il cambiamento, che ha coinvolto anche il tessuto sociale e l’intera comunità emiliano - romagnola, pone domande inedite alle quali la Politica è chiamata – ed anzi non può sottrarsi!- a dare risposte. La Politica ha la responsabilità di dare risposte concrete a famiglie, lavoratori ed imprese che ogni giorno si misurano con le difficoltà di una realtà stravolta sul piano sociale ed economico. Il drammatico aumento della povertà ed i dati dell’indebitamento dei contribuenti con il Fisco ci impongono di intervenire con ogni mezzo per invertire questa tendenza. In particolare riteniamo che l’interlocutore con maggiori responsabilità nella conduzione di tale progetto non possa che essere il PD, essendo ben consapevoli che il tempo cronologico è molto diverso da quello “reale” che scorre molto più veloce e che rende le varie scadenze elettorali sideralmente lontane e differenti tra di loro.

Spesso di questo mutamento percepiamo e vediamo soprattutto gli effetti negativi che tolgono la speranza, soprattutto ai giovani ma non solo. Riteniamo che il motore dell'agire amministrativo debba essere quello di restituire fiducia, trasformando la crisi in capacità di scegliere, decidere e di conseguenza gestire il cambiamento a cui saremo chiamati a rispondere con le elezioni regionali. Crediamo che mai come nei prossimi anni la Politica debba avere il coraggio di darsi delle priorità, e che il governo della Regione debba prestare grande attenzione all’intero territorio regionale, valorizzando e sostenendo ogni realtà provinciale sia pure in un’ottica complessiva. Dopo avere portato la nostra regione ad essere un modello di eccellenza tra tutte le Regioni del paese, dobbiamo avere il coraggio di dare vita a nuove politiche pubbliche. Partendo dalla realtà parmense ma pensando alla intera Regione, abbiamo individuato alcuni temi strategici, sui quali sarà indispensabile approfondire e discutere:

- Sviluppo economico. La regione ha attutito gli effetti della crisi grazie al proprio tessuto di piccole e medie imprese legate ad alcuni settori quali l'agroalimentare, la meccanica di precisione, il turismo. Altri settori legati all'innovazione tecnologica spingono per emergere. Occorre individuare ed incoraggiare i motori, sia in un futuro prossimo che in più lunga prospettiva, che potranno spingerci verso la crescita. Come tenere legate innovazione, produttività e competitività? Come sviluppare e sostenere le imprese a livello regionale valorizzando la ricerca, l'innovazione, l'internazionalizzazione a cui la competitività globalizzata chiama anche le imprese della regione? 

- Nuove tecnologie e green economy: la green economy è per la nostra Regione un elemento qualificante: siamo tra le Regioni con il maggior livello di indicatori nel settore (dalla differenziata, alla presenza di imprese ad alta tecnologia nel settore delle rinnovabili). Green economy che comprende i settori legati alle fonti rinnovabili, al risparmio energetico, alla edilizia di qualità, al trasporto a basso impatto, alle produzioni di beni e merci a minor impatto ambientale. Più in generale, è una scommessa sull’innovazione, sulla ricerca, sulla conoscenza, sulla qualità, sul legame con la nostra storia e i nostri territori appare la più solida prospettiva per la nostra economia. Lo sviluppo stesso della green economy dipende non solo dalle politiche nazionali, ma anche dalla capacità dei sistemi economici locali di sostenere la ricerca, l’innovazione, gli investimenti, e ciò assegna alle Regioni un ruolo essenziale e decisivo per orientare la progettazione, la programmazione ed incentivare il settore per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

- Infrastrutture (in senso ampio: viabilità, fiere, aeroporto). Occorre valutare, con serenità e rispetto delle varie realtà territoriali, quali operazioni di efficientamento e razionalizzazione delle infrastrutture (intese in senso ampio) siano ipotizzabili all’interno del territorio regionale, con l’obiettivo di finalizzare le risorse al rilancio dell’economia complessiva. Occorre collocare “i singoli campanili” in un quadro d’insieme, dove ognuno possa esprimere la propria potenzialità e, in un’ottica di reciproca ricerca di beneficio, valutare con equilibrio le soluzioni migliori nell’interesse complessivo di tutti. Andranno valutate e messe in campo azioni volte alla cooperazione fra territori confinanti, con la supervisione della Regione resa protagonista del processo. Riteniamo fondamentale che Parma possa esprimere un contributo nella costruzione del rapporto con la Regione che, per le ragioni sopra enunciate, dovrà esprimersi anche con modalità differenti rispetto al passato.

- Lavoro e formazione. La crisi ha inferto un duro colpo in particolare alle categorie più fragili quali i giovani, le donne e gli over 50. La nostra Regione si è distinta per la capacità di creare azioni a tutela dei lavoratori: come riprenderle e rinnovarle, finalizzandole ancor di più ai segmenti sociali più fragili?

- Sussidiarietà. Occuparsi dei temi legati al Welfare e del volontariato significa esplicitare e sostenere la necessità di un rilancio culturale e valoriale di orizzonti di senso, di pensiero ed azione sottesi ai principi di sussidiarietà e solidarietà. 

- Welfare. Chi governerà, sarà chiamato a declinare il rapporto fra vulnerabilità e scarsità di risorse. Il cambiamento demografico, le diverse dinamiche di partecipazione, la crisi economica e finanziaria hanno provocato e provocheranno mutamenti sociali importanti. Occorre una forte volontà innovatrice per dare risposte adeguate ad una realtà sempre più frammentata. La sfida sarà quella di comprendere, includere e rispondere con modalità nuove e inconsuete ai nuovi bisogni emergenti. Sarà necessario tendere al raggiungimento di un nuovo equilibrio che si muova tra nuovi bisogni e riduzione delle risorse ed un nuovo dialogo fra il pubblico ed il privato nei vari settori. Come coinvolgere tutti i soggetti che possono partecipare alla realizzazione di un welfare di comunità, come valorizzare e finalizzare esperienze e risorse già presenti rilanciandole in nuovi scenari?

- Volontariato. Il volontariato è un valore che la Regione ha riconosciuto e che dovrà sempre più sostenere, in quanto risorsa ineludibile per il buon governo del territorio. E’ evidente la necessità del suo coinvolgimento nella gestione del welfare e in tutti i campi in cui le varie associazioni sono impegnate. 

- Sanità. La sanità regionale si è sempre distinta per la sua efficacia, ma non si possono nascondere alcune criticità emergenti, che vanno affrontate con grande determinazione e serietà e con un costante impegno per garantire ai cittadini la qualità del servizio sanitario sia nelle scelte politiche di fondo che nella concretezza delle soluzioni organizzative. Le Aziende Ospedaliere e le Università sono da considerare perni centrali del sistema, che devono con maggior forza potenziarsi nell’interscambio di competenze ed attività formative. Grande attenzione deve essere posta nella selezione dei dirigenti delle Aziende sanitarie per individuare persone realmente in grado, per personalità e competenza, di ricoprire adeguatamente il proprio ruolo. Andrà incentivata la diffusione della “medicina del territorio”, con forte integrazione tra i vari professionisti e tra Azienda Ospedaliera, Università e Territori, così come andranno ripensate le modalità di assistenza integrativa ai cittadini, investendo sull’ uso appropriato delle risorse anche in campo specialistico e farmaceutico. Si rende necessario proporre una grande “campagna culturale” tra i cittadini e tra i professionisti in merito a temi quali l’appropriatezza della richiesta e della offerta delle prestazioni mediche, intese quali principali motori di efficienza e di efficacia nella sanità. In una logica di “sistema” complessivo, occorre ripensare alla diffusione capillare sanitaria in termini non di problema ma di risorsa. In generale riteniamo occorra un’azione regionale che veda nelle persone/ utenti il fulcro principale, che punti al raggiungimento del più efficace servizio ai cittadini facendo leva sul miglioramento degli standard di efficienza (che si traduce in un più efficace servizio per i cittadini), anche superando modalità consolidate di gestione ed organizzative. Anche alla luce delle ultime vicende parmigiane, è necessario che la Regione garantisca un preciso e costante impegno sul tema della qualità del Servizio Sanitario privilegiando nuove scelte politiche di fondo ed organizzative.

- Servizi pubblici locali. E’ uno dei temi cruciali, legato alla green economy, su cui si giocherà da una parte lo sviluppo del territorio, dall’altra la ricaduta sulle famiglie anche in termini di welfare e tutela dei segmenti più fragili della comunità. E’ necessario che la pianificazione e la programmazione dei servizi, in raccordo con gli Enti locali, trovi nella Regione un maggior protagonismo, anche per di sostenere la ricerca, l’innovazione e gli investimenti. Come ridisegnarli o rendere efficace la loro azione? Come coniugarne il disegno con il rispetto dei “beni comuni”?

- Giovani. Arginare la precarietà, la condizione in cui vivono la maggior parte delle giovani generazioni, sarà la sfida più importante da affrontare nei prossimi anni. L’occupazione e la formazione dovranno continuare ad essere i perni sui quali progettare strumenti ed interventi nonostante la scarsità di risorse. La Regione dovrà porsi il tema di come prendersi cura dei nuovi cittadini, dei migranti, degli studenti, dei giovani disoccupati, dei Neet(Not in Education, Employment or Training), delle nuove famiglie e semplicemente dei gruppi di giovani cittadini che, abitando luoghi e contesti, a volte vengono ridotti a “problema di sicurezza urbana”. Il tema del rapporto tra giovani generazioni e partecipazione alla vita della comunità non può essere più tralasciato o ridotto a tema di marginale importanza. Riteniamo infatti che i giovani possano e debbano essere coinvolti come protagonisti della comunità in cui vivono in qualità di cittadini competenti. 

- Famiglia. La famiglia è uno, se non il principale, “soggetto educante” della società. Quali azioni si intendono promuovere per fare ulteriormente crescere il protagonismo delle famiglie, insieme al loro sostegno, immaginando azioni a tutto campo che contemplino la scuola, le donne, i giovani, gli anziani, i diversamente abili? 

- Donne. Come renderle protagoniste e soggetti trasversali ed unificanti di politiche che non siano solo “di genere” ma soggetti motori di sviluppo “di comunità”, con attenzione specifica alle varie tematiche?

- Mondo dei saperi e Università. Come rendere più efficaci le (scarne) risorse disponibili per una maggiore interconnessione tra istruzione, economia e cultura?Come impedire che le giovani generazioni di studiosi siano costrette ad emigrare all’estero? 

- Area vasta. Il superamento delle Provincie comporta il ridisegno sia delle competenze che delle prerogative per governare la cosiddetta area vasta che sarà un crocevia di varie identità che coabitano e che vedranno nelle Unioni di Comuni un elemento strategico di coesione non solo economica ma sociale. I temi sopra ricordati, insieme a molti altri, diventeranno il centro per una politica di gestione del territorio che forzatamente assumerà connotati di novità, come nuove saranno le dinamiche che si manifesteranno. Sarà necessario ripensare ad una nuova attuazione del patto di stabilità, attraverso la sua rinegoziazione con lo Stato; superare la burocrazia, attraverso la razionalizzazione della spesa senza sprechi; porre la Regione al fianco del mondo delle imprese, dell’artigianato, del commercio e del terziario in cosi grave crisi.

- Partecipazione. Nella prossima tornata elettorale non dovremo dimenticarci dei numeri sempre più alti di persone che decideranno di non esprimere un voto e quindi preferiranno non esercitare il proprio diritto di scelta. Non c’è dubbio che una importante sfida sarà cogliere la natura di questo ritirarsi, in particolare fra le giovani generazioni, che a nostro avviso esprime una chiara richiesta di affinare gli strumenti per intercettare i bisogni e per coinvolgere diversamente i cittadini sulle decisioni che la Regione sarà chiamata a prendere. La Regione dovrà confrontarsi con i cittadini che, in quanto persone competenti, dovranno essere il perno dell’agire amministrativo. 

Riteniamo che il come fare passi attraverso:

- Un’amministrazione ancor più trasparente, in cui siano visibili e rintracciabili gli atti amministrativi anche da parte del cittadino

- Cura della comunicazione in merito alle attività amministrative che riguardano i settori e conseguentemente anche i singoli cittadini

- Cura della comunicazione dei rapporti fra la Regione e i comuni di riferimento. In particolare con l’eliminazione delle Province, il rapporto dovrà essere sarà ancor più diretto e monitorato in ogni sua fase

- Forte coinvolgimento dei cittadini da parte dei rappresentanti locali eletti in consiglio regionale e in giunta regionale.

- Organizzazione cicli di incontri in merito alle tematiche regionali che abbiano ricadute sul territorio e sulla vita dei cittadini 

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Sono temi aperti, per i quali non si hanno soluzioni facili, ma proprio per questo su questi temi, ma anche su molti altri, riteniamo indifferibile aprire il dibattito. Auspichiamo che la discussione venga arricchita di contenuti e sollecitazioni da parte di tutti coloro che hanno a cuore il nostro territorio e che invitiamo a sottoscrivere il documento.

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