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Il M5S candida D'Alessandro: "No rottamazione, solo cambiamento"

Le interviste di ParmaToday. Andrea è ottavo alla Camera del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna. "Abbiamo avuto il merito di far riavvicinare le persone alla vita politica. Non abbiamo star in lista"

Parma non è la sua città natale ma oggi Andrea D’Alessandro, trevisano d’origine è ottavo alla Camera del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna, il “non partito” d’Italia che alle prossime elezioni rischia di far fare una figuraccia ai partiti veri e propri. Un successo per un movimento che sembrava dovesse essere una chimera. “A mio avviso il movimento è sempre stato molto forte anche quando i numeri sembravano piccoli” dichiara d'Alessandro a ParmaToday. Niente ruolo da cenerentola quindi per i Cinque Stelle che anche senza numeri alla mano sono consapevoli della loro forza: “Abbiamo avuto il merito di far riavvicinare le persone alla vita politica. Il movimento è nato quando il clima di sfiducia era altissimo. Oggi invece le persone hanno smesso di dire ‘io me ne frego’ e si interessano di più alla politica”.

Non si parla di numeri quindi, però in clima di elezioni qualche domanda sugli avversari è d’obbligo. “Il Pdl ha ricominciato con il copione di sempre. Berlusconi è un maestro in questo. Un grande illusionista, bravo con i giochi di prestigio. Oggi però l’elettorato è più consapevole per cui il suo ritorno in campo non ci spaventa”. Bocciato anche il Partito Democratico di Bersani: “Renzi aveva sicuramente delle idee diverse, alcune condivisibili altre magari no. Il punto è che a mio avviso doveva seminare molto prima e non solo nel periodo di campagna elettorale. Lo stesso vale per Monti così come per Ingroia”. Rivoluzione civile sembrava potesse essere l’unico interlocutore politico dei cinque stelle che invece oggi continuano a sostenere la filosofia del corriamo da soli. “Quello che non mi piace del partito di Ingroia è il loro uso spropositato dei grandi nomi e di volti conosciuti. Noi non abbiamo star in lista, noi abbiamo portato i nomi del territorio”.

Nell’agenda di Grillo tanti i cambiamenti da attuare: legge anticorruzione, abolizione dei contributi ai partiti e anche, nell’ambito della riduzione della spesa pubblica, delle Province e accorpamento dei Comuni al di sotto dei 5 mila abitanti, un referendum sulla permanenza nell’euro, legge sul conflitto d’interesse. E l’Imu?: “Questa tassa ha colpito tutti indistintamente e questo è sbagliato perché si dovevano tutelare le fasce più deboli. È una questione difficile anche perché si promette di eliminare l’Imu e poi magari si aumentano le tasse da un’altra parte. Sicuramente bisognerà rivedere le aliquote e nel caso rendere questa tassa più equa”.

Le elezioni 2013 sono nate all’insegna della rottamazione ma questa parola non piace ai grillini. “Io personalmente preferisco usare il termine cambiamento. Crediamo in un progetto che può portare l’Italia a essere un paese migliore. Per farlo non serve né una rivoluzione né una rottamazione ma solo cambiamento”.

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