Commercio in crisi, Zoni: "Niente di nuovo, tutto di vecchio"

In centro storico e in Oltretorrente sempre più negozi chiudono. Lo sfogo di Gianluca Zoni, commerciante di via Bixio e ora candidato con Fli: "Sembra proprio che dei commercianti l'Amministrazione Comunale non ne voglia sentir parlare"

"La situazione dei negozi di vicinato nella nostra città sta, di giorno in giorno, andando verso una situazione a dir poco inimmaginabile -esordisce Gianluca Zoni, commercianti di via Bixio, ora candidato nelle liste di Fli alla Camera in Emilia-Romagna- derivante sì da una crisi economica devastante ma che certamente è anche aiutata dal “non fare” di questa Amministrazione Comunale. Tante le promesse fatte in campagna elettorale, che volutamente non vogliamo ricordare (basterebbe rileggersi il programma), dalle quali i commercianti si aspettavano che il cosiddetto “nuovo che avanza” tenesse fede.

Forse, ad insaputa del Sindaco Pizzarotti, non ci si rende conto che nel centro storico e non solo, stanno chiudendo tantissime attività anche storiche e non ci si dica, come già sentito per bocca di alcuni amministratori, che la colpa è dei commercianti che non sanno proporre articoli adeguati o che la merce è troppo cara. Da dati forniti da Rete Imprese per l’Italia emerge che ogni minuto chiudono la saracinesca commercianti, artigiani o piccole medie imprese. Non sarà del tutto colpa loro...

Dopo un evento direi storico che ha portato 300 commercianti sotto i famosi ormai Portici del Grano, ci si aspettava che qualcosa cambiasse visto che il Sindaco in prima persona si è cortesemente sottoposto all’ascolto delle persone che hanno manifestato. Ad ora niente di nuovo e tutto di vecchio. Disattese tutte le aspettative e ancor peggio sembra proprio che dei commercianti l’Amministrazione Comunale non ne voglia sentir parlare o meglio non voglia proprio sentirli parlare. Pare quasi che la buona volontà del fare dell’Assessore Casa sia preclusa dal Sindaco e dall’Assessore Folli.

Di quest’ultimi l’unico obiettivo rimane quello della non apertura dell’inceneritore pur essendo consapevoli che falliranno in questa impresa e allora ci sarà da ridere. Dal programma elettorale avevano promesso di indire una commissione formata da persone della società civile competenti per dialogare sui vari aspetti relativi a migliorare lo stato delle cose ma di ciò non si è visto ancora niente e a domanda del perché questo
ritardo la risposta è che “ci stiamo lavorando”.

Aspettiamo ancora? Forse quando sarà, il tempo potrà essere scaduto e chi ne pagherà le conseguenze non saranno certo loro. E poi il riecheggiare nelle stanze che contano che “la colpa” è sempre di quelli che li hanno preceduti, sà di scusante condita anche dal non accettare ed ascoltare coloro che operano in un settore che porta economia alla città e lavoro a tantissime famiglie.

Non erano loro che nel primo Consiglio Comunale dichiaravano che erano disponibili ad un confronto costruttivo con quel che sempre loro hanno chiamato “minoranza” anziché “opposizione” perché sembrava più corretto per questione di rispetto e di apertura ad ordini del giorno interessanti per la collettività? A dir di tanti, pare proprio che il fattore democratico dei “consiglieri del Movimento 5 stelle” non sia nelle loro corde e, malignamente parlando, fa pensare che abbiano già imparato tanto dal loro leader. L’incognita è: sino a quando continuerà questa sofferenza?"

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