Berlusconi, Pagliari e Maestri: "Con che faccia si ripresenta?"

L'ex Premier ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta di Parma. La reazione del candidato al Senato e la candidata alla Camera del Pd: "I toni usati ci riportano al passato al 1994, e a ancora una volta sono da crociata"

“Viene da chiedersi con che faccia Silvio Berlusconi si ripresenti e chieda al paese di dargli nuovamente fiducia”. E' questa la reazione del candidato Pd al Senato Giorgio Pagliari e della candidata Pd alla Camera dei deputati Patrizia Maestri all'intervista rilasciata da Silvio Berlusconi al quotidiano cittadino Gazzetta di Parma. “I tono usati dal leader del Popolo delle Libertà ci riportano al passato al 1994, e a ancora una volta sono da crociata. Questa volta però Berlusconi non ha alcuna possibilità di presentarsi come uomo nuovo, visto che è stato lui a portare il paese al disastro, che ha messo il paese in ginocchio”.

Pagliari entra poi nel merito, criticando i progetti del Cavaliere. “Sento Berlusconi fare riferimento ad una riforma del sistema tributario – proseguono i due – ma senza alcuna accenno ad un aspetto fondamentale, quello della lotta all'evasione fiscale. Senza questa, nessuna riforma è possibile. Infine, ricordiamo la politica estera messa in atto da Silvio Berlusconi, che da Presidente del Consiglio aveva scelto Mu'ammar Gheddafi come suo principale alleato, e solo pochi giorni fa lo ha pubblicamente elogiato”.

“Voglio soffermarmi – affermano – su alcune vicende che hanno caratterizzato gli anni in cui alla Presidenza del Consiglio sedeva Silvio Berlusconi. Scandali come quello relativo alla P3, con l'inchiesta condotta dalla procura di Roma e nell'ambito della quale sono stati iscritti nel registro degli indagati l'ex-coordinatore del PdL Denis Verdini, il senatore Marcello Dell'Utri e il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, oltre al coordinatore del PdL campano Nicola Cosentino. Senza dimenticare, altrettanto grave, quello relativo agli appalti della Protezione Civile.

Vicende che si sono concluse con le dimissioni del Presidente del Consiglio nel novembre 2011, ultimo atto di un capo di governo oramai delegittimato e che non godeva più della fiducia dei cittadini e della comunità internazionale. Del resto, era difficile attendersi qualcosa di diverso da una figura come quella del Cavaliere, da sempre al centro di scandali e vicende giudiziarie: si può appena ricordare la sua adesione alla loggia P2 e al Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, un progetto sovversivo che costituisce una delle pagine più oscure nell'Italia del dopoguerra. Lo stesso Berlusconi che per la sua villa di Arcore sceglieva come stalliere il pluriomicida e presunto mafioso Vittorio Mangano. E ricordiamo le parole spese per Mangano da Marcello Dell'Utri: “Mangano resta il mio eroe: non so se io, trovandomi al suo posto in carcere, riuscirei a resistere senza fare nomi”. L'Italia ha diritto ad altro”.

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