Lista Ingroia a Parma, i promotori: "Alternativa all'astensionismo"

Presentato a Parma il movimento Rivoluzione Civile, tra le priorità la difesa del lavoro: "Ci proponiamo di essere il megafono delle lotte escluse dal dibattito politico". Affondo ai grillini: "Dove sono finite le loro idee?"

Il quarto Stato e il quarto polo. Sul logo della lista Rivoluzione Civile Ingroia campeggia la storica immagine di Pellizza da Volpedo. Un'icona che sintetizza la filosofia del movimento presentato stamane al circolo Zerbini in cui sono riuniti Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Parma Bene Comune, Liberacittadinanza, Italia dei Valori, Verdi e diverse realtà del mondo dell'associazionismo. In attesa dell'atteso incontro pubblico del 16 gennaio in via Cuneo, i promotori della lista anticipano i propositi del movimento candidato alle prossime elezioni politiche.

Il nuovo soggetto politico capeggiato dal 'partigiano della Costituzione' nasce come alternativa “al capitalismo del terzo millennio – si legge in una nota – che in Italia in questi ultimi 20 anni ha assunto il volto del berlusconismo e più recentemente, quello meno sguaiato, ma altrettanto brutale, del Governo Monti”. A ciò si somma il fenomeno Grillo cui i militanti di Rivoluzione Civile guardano con sconcerto: “abbiamo condiviso con loro molte battaglie – afferma Maria Ricciardi di Liberacittadinanza - dal referendum per l'acqua pubblica alle denunce dello sperpero dell'amministrazione Vignali. Ora applicano politiche di stampo montiano per la gestione del debito di stampo montiano. Dove sono finite le loro idee?”. Il disertore Favia è già parte attiva di Rivoluzione Civile, ma Piro del Partito della Rifondazione Comunista precisa “noi non siamo proGrillo o antiGrillo, siamo un'alternativa a sinistra forte”.

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“Un'alternativa – sottolinea Vincenzo Tradardi in veste di portavoce del movimento – che si rivolge soprattutto a quella fascia di elettori sfiduciati che altrimenti virerebbero verso l'atensionismo”. “Abbiamo bisogno di qualcuno in Parlamento – dichiara Roberto Bernardini dei Comunisti Italiani – che possa rappresentare la lotta per i diritti dei cittadini. Qualcuno che quando i facchini all'Ikea manifestano per il proprio salario e vengono manganellati possa ribellarsi portando le vicende all'attenzione del Paese, con interrogazioni parlamentari e altre iniziative”. Poi le strategie economiche: “diciamo basta alle grandi opere – chiosa Hassan Bassi dei Verdi – che non servono a nulla se non a rimpinguare le casse della criminalità organizzata attraverso oscuri subappalti. Progettiamo alternative. Non più grandi investimenti in opere faraoniche, ma piccoli investimenti sul territorio con progetti attenti alla sostenibilità ambientale. È questa la soluzione che permette a un Paese di crescere”. 

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