Movimento 5 Stelle, Bosi contro le espulsioni: "Si deve poter esprimere un'opinione diversa"

"Prima di tutto -scrive il capogruppo dei 5 Stelle in Consiglio comunale- trovo inaccettabile che si obblighi a decidere unitamente il destino di 4 persone diverse: se avessi voluto salvarne solo uno? Non avrei potuto farlo"

Espulsioni nel Movimento 5 Stelle. La Rete lo ha deciso: i 4 senatori 'dissidenti' devono lasciare il Movimento. Una modalità alquanto anomala nello scenario politico nazionale, una presa di posizione che non è piaciuta a molti esponenti pentastellati. Anche a Parma alcuni esponenti hanno dichiarato di aver votato contro il provvedimento. Ma oggi la critica del capogruppo in Consiglio Marco Bosi si fa più dettagliata. Pubblichiamo l'intervento apparso sul suo blog. 

BOSI: 'ABBIAMO PRESTATO IL FIANCO AI PARITI'. Che ci piaccia o no, ieri abbiamo prestato il fianco ai partiti; siamo caduti nella loro trappola, peraltro senza che nessuno ci spingesse dentro. Una nostra spaccatura interna non fa che offuscare quanto di ottimo si sta facendo. Mi sono trattenuto dallo scrivere a caldo e sono contento di averlo fatto. Rifletterci sopra qualche ora mi ha aiutato a vedere la cosa sotto diversi punti di vista e credo sia giusto esprimersi su quanto sta accadendo all’interno del nostro Movimento.

Per prima cosa devo manifestare un po’ di invidia, ma allo stesso tempo perplessità per quegli attivisti e consiglieri che sulla vicenda non hanno alcun dubbio: vedono o tutto bianco o tutto nero. Io, invece, mi pongo mille domande e non sempre ho tutte le risposte, ma soprattutto noto spesso tante sfumature di grigio. Uno dei miei punti fermi, però, è la convinzione che si debba avere la possibilità di esprimere un’opinione divergente da quella della maggioranza. Questo l’ha detto anche qualche Parlamentare in favore dell’espulsione e mi fa piacere. Qual è, quindi, il motivo per cui li stiamo cacciando?

Non ho una risposta a questo interrogativo ed è il primo motivo per cui ho votato contro. Ho letto che Orellana avrebbe trattenuto troppi soldi, eppure dal sito della trasparenza emerge che la sua restituzione è in linea con il gruppo. Ho letto anche che avrebbero deliberatamente delegittimato il lavoro del gruppo da molti mesi a questa parte. Il problema è che non ho sinceramente capito quali siano gli atti concreti (escludendo il comunicato di critica sulle consultazioni) per i quali è stata condotta questa azione. Non intendo affermare che chi lo sostiene mente, sto proprio dicendo che non ho capito. Ho fiducia nei nostri rappresentanti a Roma e credo nella loro buona fede. Per questo motivo avrei voluto da loro più dati oggettivi da poter valutare perché quelli a mia disposizione (tratti dal sito openpolis) erano indicativi di persone che hanno lavorato. Ritengo poco credibile, inoltre, la tesi secondo la quale vorrebbero un’alleanza con il PD, credo sia alquanto debole perché il dato oggettivo a nostra disposizione è che hanno votato contro la fiducia sia a Letta che a Renzi. Se davvero avessero avuto intenzione di costruire alleanze in contrasto con la decisione della maggioranza credo anch’io che si sarebbero posti di fatto al di fuori del gruppo anche perché il “no alleanze” è uno dei principi fondamentali, ma purtroppo questo all’esterno non è chiaro.

C’è però un secondo motivo per il quale mi sono opposto alle espulsioni: il metodo. Prima di tutto trovo inaccettabile che si obblighi a decidere unitamente il destino di 4 persone diverse: se avessi voluto salvarne solo uno? Non avrei potuto farlo. Mi risulta, inoltre, che l’assemblea congiunta dei gruppi avesse stabilito che i voti sarebbero stati 4. Per quale motivo, allora, non è stato così? Inoltre, come già accaduto in passato, nella mail di invito a votare si esprimeva un indirizzo ben preciso. Lo trovo davvero poco opportuno.

Detto tutto ciò, credo che un grosso problema sia l’incapacità di evitare la polarizzazione delle posizioni che vengono utilizzate poi dai media per creare uno scontro. Ogni pensiero articolato viene ridotto ad un titolo di 5 parole e svuotato dei contenuti. E’ importante capire ciò per non essere vittime di questo sistema poiché quando è utilizzato in una discussione tra noi e i partiti può anche fare comodo, nel momento in cui invece riguarda i nostri rapporti interni è un disastro. Per arrivare a questo risultato c’è una sola strada da percorrere: il dialogo. Ieri parlavo con una persona di questo argomento e mi ha detto una frase che mi ha fatto riflettere: “Una cosa bella che ha sempre contraddistinto Pizzarotti è che non si sottrae mai al dialogo. Anche quando in piazza sotto il Comune c’erano i sindacati inferociti con i fischietti che lo insultavano, lui è sceso in mezzo a loro per ascoltarli e spiegare le proprie ragioni. Quella era una piazza che avrebbe intimorito chiunque, lui invece no, si è comportato da Sindaco.” Condivido molto quelle parole, credo che anche quando si è su posizioni molto divergenti si debba trovare la forza di dialogare. Entrambe le parti ne uscirebbero arricchite.

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Per concludere ritengo che sarebbe bene mettere alcune regole condivise nero su bianco perché è innegabile che queste situazioni non giochino a nostro favore. Sentire qualche Parlamentare dichiarare: “il movimento non ne risentirà” francamente mi infastidisce. Non dobbiamo certo fare le cose con l’unico obiettivo del consenso, ma quando una parte importante del tuo elettorato non comprende le tue scelte dovresti perlomeno interrogarti sul motivo; questo non significa cambiare idea, ma avere la forza di mettere in discussione le proprie convinzioni. Spero che queste mie righe possano essere spunto di riflessione, ma spero soprattutto che questo mio pensiero, come qualunque altro, non infranga alcuna regola".

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