ex manicomio di colorno

AMO COLORNO: "Rivalorizzare la struttura storica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Solo pochi giorni fa un boato ha colto l’attenzione dei residenti in zona, e molto presto è venuto alla luce l’ennesimo crollo di parte del tetto dell’ex manicomio di Colorno. Una tristezza infinita per molti Colornesi e per noi iscritti al gruppo di AMO COLORNO, che conoscono anche solo appena la storia di questa struttura o dove magari in passato ci hanno lavorato. La lunga storia di questa struttura parte dal 1873, quando a causa di un epidemia di colera, venne istituito l’ospedale psichiatrico di Colorno, presso l’ex palazzo ducale e l’ex convento di San Domenico. La struttura doveva essere provvisoria ma ben presto divenne definitiva. Il luogo, nel tempo, oltre ad i malati accolse gente in difficoltà come vagabondi, bambini, ex prostitute e orfani. La struttura però era più una prigione che un ospedale e solo con l’arrivo della legge Basaglia del 13 maggio 1978, i cosiddetti “manicomi” sono stati aboliti, e la struttura venne definitivamente abbandonata al 31 dicembre del 1996, dopo aver fatto diversi anni dal 1979 alla sua chiusura totale, sotto la falsa riga di una più “normale” clinica psichiatrica. La struttura è di grande valore storico e artistico e non è possibile lasciarla morire così. All’interno della stessa sono presenti dei graffiti dell’artista brasiliano “Herbert Baglione” ed essi rappresentano la lunga storia di sofferenza e dolore che anime del passato hanno dovuto vivere e subire. Essendo pericolante la struttura, non è possibile e nè salutare accedervi, ma testimonianze passate parlano della presenza di sedie a rotelle, lettini, coperte, documenti sparsi un pò ovunque, documenti degli anni settanta e vecchi medicinali. Il tutto in un luogo storico ormai dimenticato come “invisibile discarica di Colorno” dove magari qualche disperato cerca di nascondersi per compiere qualcosa d’illecito. Per coloro che credono al soprannaturale, persino i Ghost Hunter hanno visitato la struttura, asserendo di aver “captato” presenze antiche e spettrali. Visitando il web se ne possono trovare moltissime di testimonianze del genere, e vi assicuriamo che sono davvero accattivanti, indipendentemente da chi ci crede. La struttura appertenente all’AUSL continua la sua corsa verso la necessaria demolizione e quindi la fine della sua storia. Perchè l’AUSL a seguito di doverose verifiche strutturali, se non reputa possibile di occuparsene, non cede la proprietà della struttura a chi potrebbe decidere di riportarla a nuova vita?... Sarebbe bello vedere un meraviglioso museo storico e del paranormale. Con la giusta pubblicità potrebbe diventare fiore all’occhiello del paese, e meta di tantissimi turisti. Un museo per temerari che porterebbe di certo ottimi introiti alle casse comunali. La nostra è solo una proposta, ma di modi per rivalorizzare una simile struttura se ne possono trovare un infinità. Il gruppo civico AMO COLORNO

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