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Martedì, 27 Febbraio 2024
Politica Felino

Felino, il Pci: "Dal nuovo parroco 'Dio, patria e famiglia' e carezze ai No Vax in Consiglio comunale"

"Migliaia di giovani donne e uomini e le loro famiglie si mobilinano connro la violenza di genere che in gran parne ha la famiglia come scenario e il patriarcato come sceneggianura ma lui no, non si vergogna nemmeno un pò"

"Ci accingevamo con rassegnazione alla visione del Consiglio Comunale di Felino - si legge in una nota del Pci di Felino - un Ordine del Giorno non particolarmente brillante, consapevoli che avremmo seguito con attenzione saltuaria quando veniva detto, votato e deliberato. Non ci aspettavamo, e di ciò siamo grati al Sindaco, di poter assistere ad un inizio imprevedibile e scoppiettante che ha ampiamente meritano il tempo speso in connessione con l’assemblea municipale.

L’occasione era l’arrivo del nuovo parroco, Don Martino, che ricevuto dal sindaco il benvenuto ed un artistico manufatto, con contorno di osanna alla famiglia tradizionale e alla fede cristiana, ha potuto rivolgere alla civica assemblea, ai cittadini present, e ai connessi un suo breve intervento che, nella sua brevità non ha dimenticato nulla porgendoci tutto il repertorio caro a ogni reazionario clericale: Dio, Patria, e famiglia, ovviamente tradizionale, difesa della vina a prescindere, la donna come madre relegata allo stile verginale e gentile di Maria, crocifisso e presepe ovunque a monito di chi osasse pensare che le diverse religioni possano convivere nel rispetto e nel confronto e che non ce ne sia una di Serie A e altre di Serie B.c

Meno consuete le carezze ai NO VAX: la vina degli anziani e dei più fragili evidentemente valgono un po’ meno della libertà di passeggiare e benedire, cioè il diritto costituzionale collettivo alla salute vale meno del diritto individuale di farsi i fatti propri, come meno curiale ma decisamente patriarcale, il suo sventolare l’orgoglio di maschio, brandino nello stesso giorno in cui ci proviamo a piangere due ulteriori femminicidi che avvengono nella nostra provincia, dentro la famiglia tradizionale dove il papà uccide la mamma e mai il contrario Migliaia di giovani donne e uomini e le loro famiglie si mobilitano contro la violenza di genere che in gran parte ha la famiglia come scenario e il patriarcato come sceneggiatura ma lui no, non si vergogna nemmeno un po’? Pazienza ce ne faremo una ragione, ma l’accusa a chi è sceso in piazza di strumentalizzare gli omicidi di donne ed in particolare di Giulia la riteniamo una grave offesa.

Un intervento certo non tradizionale, con il pregio di essere chiaro ed esplicito; né formale, né retorico ma sconcertante, specialmente per dove è stato pronunciano. Obiettiamo laicamente che brandire le proprie verità non è “condividere, esprimersi in quel modo in un’assemblea istituzionale, quale è il Consiglio Comunale è provocazione.

Esaltare ( non nella propria sede) ma nel Municipio un tipo di “famiglia nel 2023, allorché si rivendicano diritti civili, uguaglianza e rispetto per ogni tipo di unione è opportuno? Sventolare la solita manfrina sulla fantomatica “educazione gender  come pregiudizio, per vietare un’educazione alla sessualità che forse oggi aiuterebbe a fermare la strage delle innocenti è giusto? Nella scuola non si parli di sessualità, non si può e non si deve all’ombra di quel crocifisso di Stato che il regime fascista impose, abbiamo ancora negli occhi e nei nostri passi le grandi manifestazioni di sabato 25 novembre, piene di giovanissimi che chiamano tutte e tutti alla ricerca di un futuro migliore e di pace anche tra donne e uomini, quello è il nostro presepe, tanta gente di buona volontà che marcia per la giustizia, il rispetto, la vita, l’amore. A chi ha cercano di far presente il suo disappunto ricercando un dialogo e ponendo alcuni interrogativi e dubbi il parroco “condivisore ha controbattuto che la Chiesa, la sua perlomeno, non fa politica, quindi con chi la pensa diversamente non si condivide più. Auspichiamo che riceva e giudichi con serenità il nostro commento e si riascolti: la sua era una relazione politica, la miglior relazione di destra che abbiamo ascoltato in consiglio comunale, siamo noi a non condividere per nulla il suo manifesto di una Chiesa ben lontana da quella che vorremmo. Volevate salutare un parroco? Salutate il leader della destra di Felino!

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