Firme false, Zorandi: "Ablondi ucciso 2 volte, perchè si parla solo di noi?"

L'ex candidato sindaco della Lega Nord chiarisce che a tutt'oggi "Tombolato non ha ricevuto nessuna comunicazione" e attacca: "Nessuno aveva l'autenticatore al banchetto, compresi i 5 Stelle. Abbiamo le prove"

Procede l’inchiesta sulle presunte firme false avviata a seguito di una denuncia da parte del pallavolista che aveva ritrovato la sua firma sulla lista de La Destra di Priamo Bocchi pur non avendola mai apposta. A seguito delle indagini il Procuratore Laguardia dichiarò che tutte le liste contenevano firme doppie ed anomale. Poi il suicidio dell’autenticatore leghista Pier Angelo Ablondi che sconvolse l’intero partito. Pochi giorni fa la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Giovanni Battista Tombolato l’altro consigliere provinciale leghista che avrebbe autenticato alcune firme.

A tutt’ora Tombolato non ha ricevuto nessuna comunicazione dalla Procura – afferma Andrea Zorandi candidato sindaco della Lega Nord alle scorse elezioni – l’ho sentito poche ore fa e me lo ha confermato. Questo la dice lunga sulla serietà della giustizia e della stampa in questa città. Se qualcuno è indagato qualche comunicazione dovrà pur riceverla, non saperlo attraverso i giornali. Con questo modo di fare giornalisti e magistrati rovinano gli individui. Io sono certo della buona fede di Tombolato”.

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Ablondi è stato ucciso due volte. E non può neanche più difendersi, così a pagarne le conseguenze è solo Tombolato” sentenzia con rabbia Zorandi: “Come mai il procuratore Laguardia aveva detto che in tutte le liste vi erano firme false e poi quando si parla di indagini cita solo gli autenticatori della Lega? Chi c’era come autenticatore negli altri banchetti. Nessuno! Tutti raccoglievano le firme e poi facevano autenticare. Una prassi scorretta, ma diffusa. Anche il Movimento 5 Stelle lo ha fatto e ne abbiamo le prove. Però viene accusata solo la Lega. Perché diamo fastidio, perché nonostante tutto diciamo sempre qual è la verità dei fatti”.

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