Futuro e Libertà: "Si riuscirà a capire chi ha prodotto il debito?"

Nota del coordinatore Antonio Rozzi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Quando nel dicembre del 2008 il Procuratore Laguarda annunciò che avrebbe "affondato il bisturi nella corruzione", il nostro movimento (a differenza di altri) da sempre dalla parte di chi la legge vuole che sia rispettata, non poteva che dirsi soddisfatto. Quello che accadde nei mesi successivi ne sembrò la logica conseguenza: tutti ricordano le indagini che portarono agli arresti di personaggi legati per rapporti professionali, politici o di amicizia all'ex sindaco Vignali, il quale, come un ritornello, commentò ogni volta con i suoi ormai celebri "no so, non potevo sapere". Tutto questo, prontamente ripreso dagli organi di stampa locali e nazionali, ha gettato la nostra città nell'occhio del ciclone mediatico. Si arrivò, dopo una contestazione più o meno organizzata, al commissariamento (ufficialmente per le dimissioni di un consigliere che portò la maggioranza a non avere più i numeri per governare)

Fu lo stesso commissario Ciclosi, al termine del proprio mandato, a stilare la famosa relazione, documento nel quale sostenne che a Parma ci fosse "un clima sociale, politico e amministrativo viziato da anni di degenerazione etica che ha coinvolto i processi, l'organizzazione e la cultura amministrativa dell'ente" e confermò che il debito totale si attestava intorno agli 850 milioni di euro. Smentì quindi, senza ombra di dubbio, quanto i vecchi governanti si sforzarono di ripetere durante l'ultima campagna elettorale, suscitando addirittura in uno di essi un tale sdegno da minacciare querele (a proposito, alla fine non ha più comunicato che cosa ha deciso di fare...). Di tanto in tanto poi abbiamo ancora la fortuna di leggere dalle colonne dei giornali l'ex sindaco Vignali che si ostina ad esternare - tramite lettere-comunicato - il suo risentimento verso chi osa criticare il suo mandato: la sua grandiosa opera ha portato solo benefici e le casse del nostro comune sono state, senza ombra di dubbio, risanate!

Si riuscirà mai a capire chi ha ragione? Il neo-sindaco Pizzarotti non aveva annunciato in campagna elettorale un documento che avrebbe analizzato le cause del debito? Per farlo nominerà altri tecnici a pagamento o, come per magia, compariranno finalmente quelle famose professionalità che avrebbero prestato la loro opera gratuitamente? Si riuscirà mai a capire se a causare questo ipotetico "buco" è stata l'opera maldestra di qualche amministratore o, peggio, se si sono verificati dei reati (non si arriva certo a 850 milioni con rose, un iPad o un giardino)? Riusciremo ad arrivare a delle conclusioni prima che scatti la mannaia della prescrizione (il caso Spip, ad esempio, si è verificato ormai tanti anni fa e di "Green money 2" non si sa più nulla)? I parmigiani, già profondamente feriti, non si meriterebbero questo ulteriore smacco. Il mio vuole essere un augurio e un incitamento ad andare avanti, sempre con estrema fiducia nel lavoro della magistratura e nel rispetto di chi la legge la rispetta e la fa rispettare, affinché si possa giungere, quanto prima, alla verità.

Antonio Rozzi
Coordinatore Provinciale Futuro e Libertà

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