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Inceneritore, Pizzarotti ammette: "Lo fermiamo solo se sfora i limiti"

Il sindaco e l'assessore Folli rispondono alle critiche ricevute in questi giorni: "Il forno era pronto al 70%. La nostra era una battaglia che comunque andava fatta"

Ha deciso di parlare il sindaco Pizzarotti perché era giusto spiegare ai parmigiani cosa è andato storto sull’inceneritore. Il forno è stato accesso nonostante le tante promesse di fermarlo, urlate a gran voce in piazza proprio durante la campagna elettorale. Sull’avvio dell’impianto poche battute. Sulla possibilità di fermarlo, una sola: “Se il termovalorizzatore dovesse sforare i limiti delle emissioni, allora in quel caso io come sindaco ho il potere di spegnere il forno”.

Annuncia battaglia Pizzarotti ma questa volta i toni sono più bassi: se non si può fermare almeno lo si può controllare: “Abbiamo intenzione di affiancare ai controlli già previsti per legge una nostra persona commissione” e per farlo serve un nuovo incarico. Marco Caldiroli, un consulente già avvezzo a questo tipo di lavoro: “Caldiroli – spiega Pizzarotti – ha lavorato già per altri Comuni come Acerra e Forlì”. Caldiroli quindi avrà la responsabilità di buttare un occhio sulle emissioni del camino. Ma non finisce qui. “All’interno del Duc – aggiunge il sindaco – verrà installato un panello informativo sulle emissioni. Verranno proiettati tutti i dati utili relativi al forno e soprattutto alla provenienza dei rifiuti. Quello che non vogliamo è che Parma diventi la discarica dove confluisce la spazzatura di altre zone dell’Emilia Romagna, dove tra l’altro gli inceneritori stanno chiudendo”.

Pizzarotti parla del cosa succederà dopo, l’assessore all’ambiente Folli ha il compito di spiegare cosa è avvenuto adesso: “L’inceneritore era già stato autorizzato. Al nostro arrivo era pronto al 70%. Ci siamo impegnati molto nel proporre alternative diverse. Quella che è mancata è stata la collaborazione da parte degli altri enti coinvolti. Non si è voluto cambiare il piano provinciale dei rifiuti. Soprattutto da Iren”. Folli ricorda che il termovalorizzatore era e rimane un impianto privato e le possibilità di intervenire sono poche. Una cosa che forse si sapeva anche prima ma adesso l’attenzione è rivolta al sistema Tmb, senza dimenticare le novità e gli sviluppi giudiziari che magari possono portare ancora qualche novità. “Ricordo – aggiunge Folli – che se non saranno soddisfatte le 57 prescrizioni concordate all’inizio dei lavori dell’iter dalla conferenza dei servizi l’impianto non potrà partire”.

Intanto però il forno è stato acceso ma Pizzarotti è stanco di ascoltare la solita canzoncina: “Su questo tema dobbiamo andare avanti e smetterla di fissarci su quello che è stato detto in campagna elettorale” e poi finalmente ammette “Il Comune non ha strumenti legali per chiudere l’inceneritore”. Folli cerca di riequilibrare il discorso parlando dell’importanza di uno smaltimento corretto dei rifiuti e sulla possibilità di smaltire la spazzatura tramite un impianto di trattamento meccanico biologico. “Serve una maggiore attenzione sulla raccolta differenziata – conclude Folli –Vogliamo arrivare alla fine del 2014 toccando il 74% dei rifiuti riciclati”.

Resta il fatto che l’inceneritore per adesso è partito. Una sconfitta per il comune a cinque stelle. Anzi no. “La nostra lotta continua – afferma Pizzarotti a margine della conferenza stampa -. Questa non è una battaglia persa per il comune. Semmai per tutti i cittadini che pensano che il forno non porti nessun vantaggio. Io sono molto tranquillo”. I parmigiani un po’ meno.

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