Incontri nei quartieri. Ghiretti: "La consulta? Rischia di favorire il centralismo"

Il consigliere comunale di Parma Unita, Roberto Ghiretti, interviene sul progetto "Il quartiere che vorrei" giudicando l'operato dei grillini nel corso dei diversi incontri

Il consigliere comunale di Parma Unita, Roberto Ghiretti, interviene sul progetto "Il quartiere che vorrei" giudicando l'operato dei grillini nel corso dei diversi incontri.

"Attraverso i numerosi attivisti di Parma Unita in questi mesi abbiamo partecipato al secondo ciclo di incontri promossi dall'Amministrazione comunale “Il quartiere che vorrei”. Lo abbiamo fatto con spirito di sincera curiosità, per capire le iniziative messe in campo dal Comune e verificare l'umore e le esigenze dei cittadini. Oggi, a percorso quasi ultimato, siamo in grado di fare qualche valutazione.

Innanzitutto ciò che è emerso da queste serate è che la città soffre la quasi totale assenza di manutenzione, l'inefficacia delle politiche per la sicurezza, la mancanza di un ascolto reale da parte di chi è al governo di Parma. La litania offerta dai 5 stelle è sempre la stessa: “non ci sono soldi per gli interventi però siamo a disposizione dei cittadini”. Su questo punto occorre essere molto chiari. Se il cittadino non può partecipare alla definizione dei (pochi) interventi prioritari, offrendo il proprio contributo in termini di conoscenza delle problematiche del quartiere, che senso ha avuto partecipare ad un incontro sei mesi fa per poi scoprire che nulla di ciò che è stato proposto è realizzabile e quel poco che si farà lo ha deciso la Giunta nella più completa autonomia? Non è esattamente quello che facevano le amministrazioni precedenti?

Ora i problemi ci sono e sono reali, lo sappiamo, ma ciò che noi di Parma Unita intendiamo per trasparenza, decentramento e rapporto con i cittadini è qualcosa di ben diverso. I parmigiani devono poter sapere quali risorse sono disponibili e devono poter decidere insieme all'amministrazione come spendere i pochi fondi. Occorre rendere trasparente e conoscibile il percorso attraverso il quale vengono individuate le priorità e, se possibile, emendare quest'ultime con i residenti dei quartieri. Diversamente tutta questa operazione rischia di essere solo una forma di autopromozione e nulla più. E invece la soppressione del decentramento come lo conoscevamo deve diventare un'opportunità per un rapporto diretto con i cittadini.

Non ho mai creduto che i quartieri necessitassero di una rappresentanza politica eletta; piuttosto ritengo che ogni quartiere ha già le sue forme di aggregazione, date dalle numerosissime associazioni, dai circoli, dalle parrocchie, dagli esercenti. Sono questi i soggetti da coinvolgere direttamente, perché sono queste le realtà che conoscono il territorio, i suoi problemi, le sue priorità. In questo senso la soluzione proposta dai 5 stelle va nella direzione sbagliata. La creazione di una consulta alla quale parteciperanno cittadini sorteggiati a caso penalizza ingiustamente ciò che già esiste, e a vantaggio di cosa? Quello che temo è che questo organo consultivo, risulterà essere troppo eterogeneo, troppo isolato per interfacciarsi realmente tra amministrazione e quartieri, finendo per favorire proprio quel centralismo che a parole i grillini vogliono combattere".

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