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Pizzarotti al corteo del 25 aprile

Pizzarotti al corteo del 25 aprile

Dall'Olio: 'La riduzione del debito? Come i racconti dei pescatori'

Il sindaco ha smentito di aver rilasciato l'intervista a Repubblica. Il capogruppo del Pd: "Se continua di questo passo non si saprà più chi è il campione della smentita, se Berlusconi o Pizzarotti"

"Se continua di questo passo -si legge in una nota di Nicola Dall'Olio- non si saprà più chi è il campione della smentita, se Berlusconi o Pizzarotti. Repubblica esce oggi con un'intervista articolata e in esclusiva al sindaco che dice però di non averla mai rilasciata nei termini in cui è stata proposta ai lettori. Peccato però che Pizzarotti non smentisca anche il contenuto dell'articolo, che è l'ennesimo monologo in cui numeri e affermazioni sono del tutto slegati dalla realtà e privi del minimo riscontro oggettivo. 

Un bel risultato di marketing personale per un'intervista che neppure si voleva rilasciare. Nessuno ha mai visto il programma in 400 punti citato nell'articolo. Le linee di programma presenti sui siti dell'M5S di Parma sono generiche e inconsistenti. Vedere per credere: tutti le possono scaricare. Quei pochi impegni verificabili, come lo stop all'inceneritore o la reinternalizzazione dei servizi all'infanzia, non sono stati rispettati. Il pagamento del debito verso i fornitori, di cui Pizzarotti si vanta, è in gran parte merito del governo che ha sbloccato le risorse necessarie dal patto di stabilità. Ma il culmine Pizzarotti lo raggiunge con le cifre sul debito, che cambiano a piacimento ad ogni sua intervista. Come succede nei racconti dei pescatori, il pesce è sempre più grosso ogni volta che se ne riparla. Oggi apprendiamo che il debito si è ridotto di 350 milioni di Euro. Domani saranno 400. Tanto di documenti per verificare la validità delle cifre non ce ne sono. Il bilancio consolidato del Comune attende di essere prodotto dall'inizio del 2013, eppure si tratta di un documento basilare. Nelle nebbie si sono persi i bilanci e i piani industriali delle società partecipate. 

Nessuno, a parte forse il Sindaco e le banche con cui dice di aver trovato l'accordo, sa in che condizioni si trovino le partecipate, se stanno per fallire o meno. L'unica cosa certa è che la “riduzione” del debito registrata fino ad oggi è da attribuire in massima parte al fallimento per più di 100 milioni di euro della SPIP, la società che gestiva aree produttive e artigianali, e alla svendita della Società di Trasformazione Urbana del quartiere Pasubio (debito stimato: 86 milioni), intervento di riqualificazione rimasto incompiuto per cui si è ancora alla ricerca di soluzioni. L'impressione che si ricava è che il sindaco sia riuscito comunque ad ammantare la sua azione amministrativa di un'efficacia che nei fatti non esiste. Una prontezza di riflessi che Berlusconi può solo sognare".

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