Intervento di Massimo Iotti (Pd) sull'ordinanza che sospende i lavori del termovalorizzatore

Il consilgiere comunale del Pd: "Appare perlomeno anomalo il testo e il senso dell'ordinanza che appare palesemente più politico che tecnico, alimentando notevoli perplessità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Non entrando minimamente nel dibattito sull'opportunità o meno dell'impianto proprio di altri contesti, e confidando appieno nel dirimente giudizio tecnico-amministrativo del TAR del prossimo settembre, risulta necessario porre alcune questioni nel merito.

Appare perlomeno anomalo il testo e il senso dell'ordinanza che appare palesemente più politico che tecnico, alimentando notevoli perplessità.

- Non si comprende il senso di una ulteriore sospensione lavori questa volta basata sul fatto che l'affidamento delll'appalto 'potrebbe', lo sottolineo, essere avvenuto in violazione delle norme
- che la citata infrazione segnalata dalla Commissione Europea, di oltre un anno fa, nel frattempo mai più impugnata, sia posta a motivazione di ordinanza che sospende i lavori per la presunta mancanza di titolo abilitativo edilizio, essendo le due questioni totalmente differenti e di diversa competenza a livello amministrativo.
- che il permanere di "seri elementi di incertezza e ambinguità nella natura del soggetto e sulla sua legittimazione a realizzare l'opera" richiedono accertamento dei fatti e conseguenti provvedimenti e non ulterori sospensioni di comodo.
I contenuti del testo sembrano ripresi peraltro da altro contesto (legale e non amministrativo) e mal suggeriti.

Il quadro contenuto nell'ordinanza comunale ha dell'inverosimile se si considera che:

- il 18 luglio 2006 (Ass.re Ambiente Vignali, non altri sconosciuti) il Comune di Parma sigla un accordo con l'allora Enìa (oggi IREN) con cui si impegna, leggo testualmente, ad esprimere il consenso sulla localizzazione dell'area dell'impianto, alla messa a disposizione delle stesse aree, ad avviare e completare l'iter urbanistico, ad esperire tutte le procedure idonee al fine di accelerare il procedimento di realizzazione. Nello stesso contesto si dà atto che l'istruttoria da parte degli uffici comunali risulta corretta, e si richiamano tutti gli atti che legittimano Enia (IREN) a procedere. Quindi è soggetto determinante, non dipende da altri.
- in precedenza il 13 marzo 2006 la Giunta ha deliberato favorevolmente sulla proposta di accordo con Enia (IREN) e successivamente il cons. com.le ha deliberato.
C'è bisogno di aggiungere altro? Ricordando che nel frattempo il Comune, in virtù di quelle opere di realizzazione del Termovalorizzatore che solo oggi ritiene illegittime, ha incassato da IREN per compensazioni varie e già speso quasi 10 milioni di euro che ha ritenuto, questi sì, assolutamente legittimi !

Allora sorgono alcune domande:

- il Comune era solo spettatore o doveva vigilare, o meglio, non doveva per esplicito impegno deliberato fornire tutte le autorizzazioni all'atto dell'inizio lavori?
- dopo cinque anni si scopre che le modalità di affidamento delle opere potrebbero essere illegittime, fermando nel dubbio i lavori sulla supposta mancanza di un permesso che il comune stesso doveva rilasciare
- se "permangono seri elementi di incertezza e ambiguità sulla natura del soggetto e sulla sua legittimazione", cosa si è aspettato sin d'ora a procedere contro IREN, di cui il Comune è socio qualificato, e per la quale il Sindaco nomina direttamente, a sua totale discrezione, alla Vice-Presidenza un politico come Villani?
- se IREN ha commesso tanti errori, ma sarà il giudice del TAR ad esprimersi in tal senso, cosa si è aspettato a chiedere ben altre procedure? Perchè non si è fatto prima? O si dimette il Vice-Presidente per palese incapacità al ruolo per cui è incaricato, o lascia in palese polemica con le decisione di IREN che pongono un contenzioso legale contro il Comune che lo ha nominato. Questo sarebbe l'unico comportamento serio, questa la diretta conseguenza di quanto sta accadendo.

La cosa più assurda è che tutti i dubbi, non elementi di certa dimostrabilità, contenuti nell'ordinanza hanno la durata di 20 giorni, cioè a dire che non si ha il coraggio di emettere conseguenti provvedimenti di revoca, si sospende con l'obiettivo di prolungare i termini, in attesa del TAR, quasi fosse una scommessa.

Pare evidente l'obiettivo politico del centro-destra di cavalcare un assurdo teatrino di dispute tecnico-amministrative, dopo averne in realtà assunto la responsabilità avendo approvato in precedenza tutti gli atti sul termo-valorizzatore, di tentare un gioco allo sfascio nel ritardare i lavori di costruzione per arrivare alle elezioni cercando di gettare fumo sull'evidente fallimento politico e sui guai giudiziari in corso sfruttando il 'caso' per stratagemmi elettoralistici. Tutto questo a spese della città e dei cittadini che continuano a pagare le bollette rifiuti più care della regione.
Questa è totale irresponsabilità, è la totale mancanza di affidabilità di un centro-destra che si rimangia sempre tutto e non sa governare.


Massimo Iotti

Cons.Com.le PD
Vice-Presidente Cons. Com.le

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