Iren, Ghiretti e Dall'Olio criticano le scelte di Pizzarotti sulla nuova governance

Dopo l'approvazione della nuova governance Iren i consiglieri di opposizione, Nicola Dall'Olio e Roberto Ghiretti, intervengono puntando il dito contro le scelte del sindaco. Si rimprovera soprattutto la riconferma di Lorenzo Bagnacani all'interno del Cda.

Dopo l'approvazione della nuova governance Iren i consiglieri di opposizione, Nicola Dall'Olio e Roberto Ghiretti, intervengono puntando il dito contro le scelte del sindaco.

La nota del' capogruppo del Pd, Nicola Dall'Olio.

Apprendiamo dalla stampa che il Sindaco di Parma nominerà quale consigliere del nuovo CdA di IREN Lorenzo Bagnacani, attuale vicepresidente del gruppo che continua a percepire lo stesso lauto stipendio del suo predecessore Villani, nonostante le promesse iniziali di dimezzarlo. 

Il Sindaco non solo non ha informato il Consiglio o la conferenza dei capigruppo di questa importante nomina, ma non ha nemmeno rispettato il regolamento comunale, approvato all'unanimità l'anno scorso, che prescrive procedure pubbliche ben definite per la selezione dei candidati. Non risulta infatti che sia stata effettuata alcuna selezione sulla base di curriculum, né che sia stata data adeguata pubblicità sul sito o su altri media. È passato solo un anno, ma sembra un'era geologica dalle promesse di inizio mandato di trasparenza, rigore, rispetto delle regole. Quella che doveva essere la rivoluzione a 5 stelle pare già finita prima ancora di iniziare.

L'intervento del consigliere di Parma Unita Roberto Ghiretti.

"Due settimane fa il Sindaco ha chiesto alla minoranza un voto di fiducia per la gestione del complesso passaggio verso la nuova governance di Iren. Sul piatto, a fronte di un concreto ridimensionamento della voce di Parma tra i soci della multiutility, c'era l'esigenza di portare l'azienda a riconfermare la volontà di investire sul nostro territorio.

Una fiducia, dicevo, che come Parma Unita abbiamo concesso volentieri, pur sottolineando come non si trattasse di una “delega in bianco”, nella speranza che questo rappresentasse un primo passo per un lavoro condiviso che non avesse come unico scopo il salvataggio della poltrona dell'attuale vice presidente Lorenzo Bagnacani, la cui nomina è stata fatta su indicazione della maggioranza 5 stelle. Risultato?
Il processo di riassetto di Iren va in porto con il voto favorevole di Parma senza che alcuna rassicurazione ci sia giunta sul mantenimento degli attuali livelli occupazionali ma con una sola certezza: Lorenzo Bagnacani sarà membro del Consiglio di amministrazione.
Un fatto che non rappresenta certo una sorpresa visto che pochi giorni fa l'assessore Folli, rispondendo ad una mia interrogazione, aveva già prefigurato una “stabilizzazione” per il proprio protetto.

Ma io mi chiedo: questa non era la Giunta del merito e dei curricula? Perché non si è aperta una procedura pubblica di selezione per il rappresentante di Parma in seno al CdA? Alla fine il “giochino”, alquanto maldestro nei modi, è sotto gli occhi di tutti: il voto favorevole di Parma è arrivato a fronte di una nomina del sindaco Pizzarotti in seno all'Anci e di una “stabilizzazione” di Bagnacani.
Mi spiace, ma in questa partita non vedo traccia né degli interessi di Parma né dell'avvento di quella nuova politica che un anno fa la città richiese a viva voce con il proprio voto. Per quanto mi riguarda con questa vicenda si chiude la possibilità di voti favorevoli in Consiglio basati su una fiducia preventiva che non può certamente essere accordata a chi dimostra di amministrare rimanendo assolutamente nel solco di una politica basata sugli interessi di parte e non sul bene comune".

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