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L'ex sindaco Pietro Vignali: "Così media e Giudici mi hanno rovinato"

Lo sfogo dell'ex primo cittadino

"Mi venne consegnato in Comune l'avviso di garanzia per aver assunto (secondo l'accusa) diciotto dipendenti con metodo clientelare. Fu un momento terribile, un'accusa infamante che venne complicata poco dopo dalla indagine sull'appalto dell'Ospedale Vecchio". Pietro Vignali, sindaco di Parma dal 2007, indagato e dimessosi nel 2011 per poi essere riabilitato con una sentenza a luglio di quest' anno, racconta al 'Tempo' la sua vicenda giudiziaria.

"Il Comune si bloccò su ogni cosa. Nessuno più firmava alcunché; una vera e propria paralisi amministrativa. La stragrande maggioranza dei miei collaboratori, quelli che si dichiaravano amici mi voltarono le spalle e facevano finta di nulla", ricorda. La peggiore delle accuse fu quella di avere mandato in perdita la città e di avere un suo tesoretto. "Quando parte la gogna mediatica nulla si riesce a fare. Nessuno ti ascolta, le tue motivazioni sono come silenziate dalle urla delle accuse. Così fu per me. Per quanto riguarda il famoso 'tesoretto' trovarono sui miei due conti giacenze di 850 e 9.000 euro ed avevano sequestrato erroneamente tanti conti correnti che non erano miei e che un mese dopo il Tribunale dovette dissequestrare. L'ipotesi di fallimento del Comune è stata una maldicenza di questa accusa".

Poi la riabilitazione "in due parti: la prima in cui il pubblico ministero per quanto riguarda l'accusa della assunzione dei dirigenti ammise" che "in sostanza ero innocente, dieci anni dopo". Infine dal tribunale di Bologna "la riabilitazione" che "rimuove ogni effetto anche del patteggiamento" al quale l'ex sindaco aveva fatto ricorso. Parma "quando ero sindaco era una delle città italiane con la migliore qualità della vita. Il 'sole 24 ore' mi aveva messo al quarto posto tra i sindaci più amati d'Italia". Una città, "che si stava mostrando all'avanguardia e forse non riconoscere questo una cosa che profondamente mi ha fatto male delle inchieste giudiziarie". Da qui il rammarico "che le polemiche di questi anni hanno messo in secondo piano il duro lavoro e i risultati ottenuti in tredici anni, prima da assessore e poi da sindaco. Come se tutti i miglioramenti della città non esistessero!". Adesso tornerebbe in politica? "Se tornassi indietro - conclude Vignali - tornerei a fare l'amministratore che è una attività straordinaria ma probabilmente con maggiore prudenza nei rapporti umani". (Adnkronos) 

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