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"L'interrogazione della Lega al Ministro della Cultura è infatti di una ignoranza spaventosa"

Pizzarotti contrattacca sulla questione Verdi transgender: "Sono estremamente contento che questa immagine di Verdi stia facendo discutere in città e oltre: l'arte deve fare discutere"

"Solo una tra le attività umane è in grado, nella sua piena libertà, di spezzare l'ordinario e di superare cose apparentemente immutabili e fisse che ci bloccano nella conservazione. È l'arte: l'uomo non ha altri mezzi se non l'atto artistico". Federico Pizzarotti, sul suo profilo Facebook, torna sulla questione Verdi transgender. L'immagine del maestro con il rossetto e i tacchi ha suscitato le polemiche dei 'loggionisti' e dei critici d'arte. Con il sindaco, sotto il mirino della critica social e non è finita la direttrice di Fondazione Teatro Regio, Anna Maria Meo. 

Questo il commento di Pizzarotti sul suo profilo Facebook. "L'arte, infatti, è la libera espressione dell'uomo che ci porta oltre il prestabilito, ben oltre i confini del "così fan tutti perché è abitudine comune". Ha ragione quindi chi sostiene che l'immagine di Verdi vestito da donna, nella cornice di un'opera del prezioso Festival Verdi, è dissacrante, come del resto è dissacrante un quadro che raffigura la Madonna col seno scoperto. È esattamente così: dissacra, ovvero, supera con la sua libertà ogni tipo di dogma che ci blocca nel "così è e non si tocca".

Soltanto l'arte riesce a fare questo, perché l'arte è custode della libertà e non della conservazione. Chi vuole mettere il cappello sull'arte intende minacciare la libertà stessa. Se vivessimo solo di cose intoccabili non avremmo Andy Warhol, e come lui tanti artisti dissacranti inizialmente criticati ferocemente dai bacchettoni, che nella storia hanno saputo mostrare il volto della libertà dell'arte. Sono estremamente contento che questa immagine di Verdi stia facendo discutere in città e oltre: l'arte deve fare discutere, facendo discutere mette in relazione posizioni differenti, e discutendo abbiamo già superato "il sacro", siamo già nel campo della libertà.

Sono contento purché la discussione non diventi oggetto di dibattito politico. L'interrogazione della Lega al Ministro della Cultura è infatti di una ignoranza spaventosa: solo nei Paesi dittatoriali, in cui l'arte è al servizio e anzi serva della politica, si può pensare di interrogare un Ministro.

E noi non siamo in uno di questi Paesi, perciò la Lega deve interrogare solo la sua ignoranza. Non si mettono gabbie all'arte, come non si mettono gabbie alla libertà di esprimersi attraverso l'arte. Avanti direttrice Anna Maria Meo, avanti Teatro Regio".

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