La Piazza: "Abbiamo il diritto di festeggiare"

La nota del coordinamento di cittadini sulle dimissioni di Vignali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il sindaco di Parma si è dimesso. Quello guidato per anni da palazzinari e industriali, quello degli insulti ai monumenti storici, quello delle privatizzazioni dei servizi, quello del pestaggio di un ragazzino da parte dei suoi vigili, quello della carta securitaria contro i lavoratori dalla pelle di un altro colore, quello dell’esercito che fa shopping per le vie del centro, quello dell’arroganza verso chiunque osasse non essere suo suddito, quello che si nascondeva dietro le divise di poliziotti e carabinieri, quello che scappava dal palazzo a notte tarda, quello lì si è dimesso.

E insieme a lui sono caduti i suoi “collaboratori”: gli arroganti e pessimi uomini del Partito della libertà, quelli come Buzzi e Villani, che lo hanno retto finché gli faceva comodo per poi andarsi a prendere un aperitivo alla movida che lui aveva voluto.

Lui e loro sono caduti perché un’epoca politica si sta chiudendo e, come in tutte le fasi di transizione, molte sono le novità.

Tuttavia, la novità più rilevante è che tra quelli che li hanno spinti giù dai loro scranni, ai quali si afferravano con le unghie e coi denti, vi è stata la folla dei Portici del grano.

Le mobilitazioni popolari che si sono succedute, dal 24 giugno a oggi, hanno segnato la cesura con il passato. Soprattutto perché hanno mostrato che centinaia di lavoratori e studenti, pensionati e disoccupati, uomini e donne, giovani e anziani, non sono più disposti a guardare e ascoltare inermi i potenti davanti allo schermo televisivo. Hanno dimostrato, invece, di saper interpretare sentimenti e istanze di fasce sociali ben più vaste, sentimenti e pulsioni di coloro che magari non si sono mai interessati al “teatrino della politica” e non sono abituate a partecipare alla vita della polis, quella delle decisioni collettive, e quindi tanto meno a scendere in piazza.

Quelle centinaia di cittadini che, protesta dopo protesta, si sono radunate sotto il Municipio, respingendo le provocazioni dei potenti e talvolta anche delle forze dell’ordine, hanno dimostrato che il loro urto sociale può cambiare le cose, può far cadere anche il più cocciuto e delirante uomo politico.

Per questo la Piazza di Parma ha oggi il diritto di festeggiare la sua vittoria, alle 18, sotto i Portici del grano. È chiaro che tirata giù una schiera di potenti non significa che le devastazioni e i maltrattamenti che questa città ha subìto siano finiti o cancellati. La Piazza è ben consapevole che ora si apriranno nuove battaglie e si dovranno affrontare nuove mobilitazioni e, così, insieme alla festa, rinnova l’invito alla cittadinanza a partecipare all’Assemblea pubblica autoconvocata per discutere del futuro della città, stasera, alle 21, all'Auditorium Toscanini.

Coordinamento La Piazza

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