«La Rossi vuole fare cassa sui disabili senza cercare soluzioni alternative»

Laura Cavandoli, capogruppo Lega Nord: «I rappresentanti del Comune di Parma e della Regione Emilia Romagna dimenticano di applicare principi cardine della nostra Carta Costituzione, la solidarietà e l’uguaglianza»

«Nella riunione della commissione consiliare “Sanità e welfare” di ieri, convocata appena dopo la conferenza stampa delle associazioni dei famigliari, per discutere sui servizi per i disabili e sui fondi per la non autosufficienza, l'assessore Rossi, dopo aver illustrato i servizi e le attività co-finanziate dal Comune per i disabili e i contributi versati, ha evidenziato come il fondo regionale per il 2017 non è bastato a coprire i servizi erogati e si è anzi verificato uno sforamento di oltre 430 mila euro che sarà coperto dal Comune con sue risorse, tagliando inoltre fuori una dozzina di neodiplomati». Lo afferma, in una nota, Laura Cavandoli, capogruppo Lega Nord in Comune.

«La Rossi  - si legge nella nota - ha quindi proposto di predisporre un regolamento per recuperare fondi dai disabili stessi o dalle loro famiglie, basandosi sulla dichiarazione Isee, sostenendo di ovviare così alle iniquità che si stanno verificando, evitare le liste di attesa e recuperare risorse per il Comune».
Laura Cavandoli, componente della detta commissione, evidenzia anche «l'inadempienza del Comune, che si prolunga da oltre 5 anni, in ordine alla mancata istituzione della “Consulta per le politiche a favore delle persone disabili” quale modello partecipativo di confronto, di valutazione e di impulso delle azioni, anche innovative, a favore delle politiche sulla disabilità che si configurava come strumento organico di collaborazione delle associazioni con l’Amministrazione e tra di loro. Pare essere sconosciuta all’assessore la norma prevista dall’ultima legge di stabilità finanziaria regionale che prevede non solo maggiore partecipazione degli enti locali e delle associazioni degli utenti nelle decisioni sulla distribuzione dei fondi, ma anche il monitoraggio di come queste risorse vengono impiegate». 

Inoltre, il capogruppo leghista ha sottolineato come «il Comune di Parma voglia far pagare i servizi e l’accoglienza residenziale ai disabili in via di principio, senza un studio preventivo del risultato economico e delle problematiche che si realizzeranno, ma soprattutto senza osservare la normativa vigente che preventivamente richiede la predisposizione di un “progetto di vita” personalizzato che, di fatto, potrebbe anche permettere di liberare risorse comunali. A livello regionale, in questo ambito, Parma è una realtà svantaggiata e l’assessore non può affermare di non poter fare richiesta di ulteriori contributi regionali se non dopo aver fatto pagare almeno parte dei servizi ai disabili».

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I consiglieri leghisti in Regione continuano a lavorare per ottenere altre risorse per Parma, proponendo anche la modifica del criterio c.d. "oggettivo" che parametra il contributo alla popolazione residente della fascia 18-64 anni, mentre nessun intervento in questo senso è stato fatto dal Partito Democratico.
«Evidentemente - conclude la nota - i rappresentanti del Comune di Parma e della Regione Emilia Romagna dimenticano di applicare principi cardine della nostra Carta Costituzione, la solidarietà e l’uguaglianza: la soluzione per evitare iniquità è quella di eliminare i contributi a carico dei disabili e delle loro famiglie e non di imporne altri».

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