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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Politica

Lavagetto, Pd: “Bilancio partecipate? Risultati positivi ma difficile gridare la miracolo"

Il capogruppo in Consiglio comunale sottolinea gli obiettivi mancati dall’amministrazione Pizzarotti e rilancia le primarie

Lunedì approda in Consiglio comunale la discussione sull’ultimo Bilancio consolidato del gruppo partecipate del Comune di Parma. Per Lorenzo Lavagetto però, “anche se l’amministrazione dice che il risultato sul debito c’è stato, risulta comunque molto difficile gridare al miracolo”.

Il capogruppo del Pd sottolinea, in particolare, “gli obiettivi mancati”.

“Nel 2017 - spiega - fu comunicata in pompa magna la chiusura del gruppo Stt, che invece è a tutt’oggi vivo e vegeto. Siamo ancora in attesa di capire le intenzioni del Comune su Parma Gestione Entrate, le cui sorti interessano non solo un servizio comunale essenziale quale la riscossione, ma anche gli stessi lavoratori”.

“Non è stata attuata, e forse non si farà mai, la fusione tra Infomobility e It City - continua -. Non parliamo poi dei casi che hanno riguardato la gestione di alcune partecipate: dalle pazze cartelle Imu di qualche mese fa, al sistema di controllo che non ha impedito sottrazioni di denaro, alle difficoltà operative nella gestione delle opere pubbliche.

Nel tempo, è vero, sono state chiuse alcune società e ridotti alcuni costi di gestione, e questo è positivo, tuttavia operazioni rilevanti sono ancora in attesa di soluzione”.

Al di là di alcune azioni positive, spiega Lavagetto, diverse scelte si sono rivelate discutibili. “Negli ultimi quattro anni le cose non sono cambiate granché e ci ritroviamo con gli stessi problemi di inizio mandato. Il debito del 2012, di cui tanto si è discusso, è stato pagato dai cittadini a suon di multe, tasse e tariffe ai massimi, con il fallimento di Spip, la vendita di Stu Pasubio, e l’alienazione di azioni Iren che, di fatto, ha ridotto il potere contrattuale del Comune in materia di servizi essenziali sul territorio oltre alla diminuzione dei dividendi percepiti.

“La cura a cui è stata sottoposta la città, insomma, è stata pesante ed è ovvio che la situazione non poteva che migliorare, ma non credo si possa parlare di successo. Men che meno in un documento ufficiale, redatto senza la partecipazione di numerosi soggetti che fanno parte del centrosinistra, la cui approvazione, a quanto pare, sembra essere prioritaria rispetto a tutto il resto. I problemi non aspettano i tempi dettati dalle alleanze. L’emergere di altre voci e richieste di primarie, come quella, coraggiosa, di Michela Canova, che ho molto apprezzato, dimostra che a Parma c’è bisogno di confrontarsi su temi concreti. La mia disponibilità a partecipare alle primarie è ben nota, ma oggi c’è un motivo in più per confermarla. Per questo sono disponibile fin da subito al confronto, che deve essere aperto a tutto il centro sinistra, come giustamente riconosciuto anche dalla segreteria comunale del Pd. Solo così è possibile lavorare per costruire una vera unità, nel rispetto di sensibilità anche significativamente differenti, all’interno di un orizzonte il più possibile ampio e allargato al quale tutti dovremmo guardare”

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